Flavio Cattaneo rafforza il modello Enel: governance e impegno su clima e ambiente al centro della crescita
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La governance come leva competitiva e la sostenibilità come bussola industriale. È questa la traiettoria che sta consentendo a Enel, sotto la guida dell’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo, di consolidare una posizione di leadership nelle principali classifiche internazionali ESG, sempre più centrali nelle scelte degli investitori globali.
Flavio Cattaneo: Enel ai vertici degli indici ESG globali
Il Gruppo chiude il 2025 ai massimi livelli negli indici che misurano performance ambientali, sociali e di governance. Enel conquista il primo posto nel CDP Climate Change per la trasparenza climatica e nell’ISS Quality Score, oltre a posizionarsi stabilmente ai vertici degli indici MSCI e Sustainability ESG, parametri chiave per valutare resilienza, gestione dei rischi e creazione di valore nel lungo periodo. Risultati che, come evidenziato da un’analisi de “Il Sole 24 Ore”, riflettono un rafforzamento strutturale della qualità della governance del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Secondo uno studio di Sodali, società internazionale di advisory specializzata in corporate governance, uno degli elementi distintivi del modello Enel è l’assetto del Consiglio di Amministrazione: un board composto da nove membri, di cui sette indipendenti, con competenze eterogenee e una forte capacità di interpretare l’evoluzione del mercato e le aspettative degli stakeholder. Un’impostazione che favorisce decisioni rapide, informate e coerenti con gli obiettivi strategici. A sostenere questo percorso contribuiscono flussi informativi interni solidi e una gestione equilibrata del rapporto tra tutela aziendale e richieste degli investitori. Centrale è anche il ruolo dei comitati endoconsiliari (controllo e rischi, remunerazione, corporate governance e sostenibilità) considerati pienamente allineati alle best practice internazionali.
Formazione, trasparenza e Net Zero, Flavio Cattaneo: le leve della leadership ESG di Enel
Un ulteriore punto di forza è il processo di induction dei consiglieri, che prevede un aggiornamento continuo sui temi chiave per il futuro del settore: transizione energetica, sviluppo delle rinnovabili, reti intelligenti, scenari regolatori e finanza sostenibile. Un approccio che valorizza la diversità di esperienze e rafforza la qualità delle decisioni strategiche. Il profilo ESG di Enel si riflette anche nella struttura dell’azionariato: il 23,6% del capitale è detenuto dal Ministero dell’Economia, mentre circa il 58% fa capo a investitori istituzionali, in larga parte nordamericani. Sul fronte della trasparenza fiscale, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha ottenuto per il secondo anno consecutivo il primo posto nel Tax Transparency Benchmark 2025 di VBDO. Il riconoscimento, che riguarda 116 grandi società quotate europee, conferma Enel come unica realtà italiana al vertice del ranking e testimonia la continuità del percorso intrapreso dal Gruppo. A rafforzare ulteriormente il posizionamento internazionale è arrivato anche il giudizio di Climate Action 100+, la più grande iniziativa globale di investitori istituzionali, che ha collocato Enel al primo posto tra 164 aziende monitorate nel Net Zero Company Benchmark. La valutazione premia la qualità delle informazioni sul cambiamento climatico, la governance climatica e la credibilità dei piani industriali orientati alla neutralità carbonica.
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