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Economia Green e digitale, la Corte dei Conti avverte la UE sul rischio dipendenza

27 Febbraio 2026 da helly

Se l’Europa non adotterà misure necessarie per ridurre la propria dipendenza delle materie prime critiche dalla Cina, gli obiettivi che si è prefissata per il 2030 per quanto riguarda l’economia Green e digitale non verranno mai raggiunti e rimarranno un miraggio. Lo dice La Corte dei Conti UE all’interno di un rapporto pubblicato di recente.

Gli obiettivi Ue su economia Green e digitale

economia greenSecondo la Corte dei Conti dell’Unione Europea, le materie prime critiche per realizzare la transizione verso un’economia green e digitale vedono l’Europa in una posizione ancora debole, ben lontana dall’essere indipendente da altri Stati. Non solo, nessuno dei tre obiettivi stabiliti dalla Commissione Europea sarebbe sulla buona strada per essere raggiunta.

Siamo indietro sia per quanto riguarda la differenziazione degli approvvigionamenti, sia per quanto riguarda lo sviluppo del riciclo, sia per quanto riguarda lo sviluppo della produzione interna. In nessuno di questi tre ambiti siamo in linea con la scadenza del 2030 per combattere gli effetti del climate change. Anzi, secondo la Corte dei Conti in alcuni casi la nostra dipendenza dalla Cina è addirittura aumentata.

A cosa servono le materie prime critiche

Le materie prime critiche sono quel gruppo di materiali essenziali per lo sviluppo delle tecnologie per la infrastruttura digitale e per la produzione energetica rinnovabile. Di questo gruppo di materiale fanno parte il cobalto, Il litio, nichel, rame e terre rare.

Nessun paese europeo produce queste materie prime critiche, malgrado in alcuni casi ci siano anche dei giacimenti. Inoltre non abbiamo alcun controllo sulla raffinazione di queste materie prime, che in molti casi sono completamente nelle mani cinesi. La nostra dipendenza quindi è estremamente forte e di conseguenza pericolosa. Il piano della commissione europea era finalizzato proprio a ridurre tale dipendenza, ma sta naufragando.

L’avvertimento della Corte dei Conti UE

Secondo l’ente comunitario l’Unione Europea si sta avviando verso un circolo vizioso destinato ad allontanarla ulteriormente dai suoi obiettivi di indipendenza strategica su queste materie prime, visto che non arrivano segnali efficaci di inversione di rotta. Infatti la carenza di approvvigionamenti ritarda la partenza dei progetti di lavorazione delle materie prime stesse, e ciò a sua volta domanda di materiali di partenza. In sostanza ogni possibile incentivo ad alimentare i progetti della commissione si avvita su se stesso e naufraga.

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