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Spese troppo alte per sostenere il boom dell’IA, le big tech non convincono i mercati

13 Febbraio 2026 da helly

Il rapporto tra gli investitori e le Big Tech sta lentamente cambiando. Il mercato non guarda più soltanto alla crescita del valore in borsa, ma inizia ad interrogarsi anche sui programmi strategici e gli investimenti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il timore è che i piani di spesa siano troppo imponenti rispetto ai profitti che concretamente si potranno realizzare.

Il conto sempre più alto delle spese

intelligenza artificialeLa spettacolare ondata di spese per 660 miliardi di dollari delle Big Tech riaccende così il timore mai sopito che possa esserci lo scoppio di una bolla sull’intelligenza artificiale. Non a caso i titoli azionari sono andati in discesa a Wall Street, nonostante i solidi resoconti trimestrali della maggior parte delle imprese che operano nella Silicon Valley.

I tre maggiori player (Amazon, Google e Microsoft) dopo la pubblicazione dei resoconti trimestrali hanno subito un calo complessivo di mercato per 900 miliardi di dollari. Il problema è che le spese in conto capitale di queste aziende sono elevatissime, tanto da far passare in secondo piano l’incremento di fatturato annuo totale, che complessivamente ha toccato i 1600 miliardi di dollari, andando oltre le aspettative degli investitori.

La discesa in Borsa

Le azioni di Amazon ad esempio sono precipitate dell’11% dopo che il management ha annunciato piani di investimento per 200 miliardi di dollari nel corso di quest’anno, ben 50 in più rispetto a quelle originariamente previsti. Le azioni di Microsoft sono crollate del 18% (penalizzate anche da una crescita minore delle aspettative). Anche Google ne ha risentito, nonostante il fatturato abbia superato le attese (si vedano le quotazioni aggiornate su Pocket Option link).

E’ cambiato qualcosa?

Anche se le stime di crescita vengono superate, i titoli calano. Anche se le guidance sono ambiziose, i titoli calano. Lo scenario insomma fa capire che qualcosa non torna più. Sembra evidente che i timori di una bolla legata all’intelligenza artificiale si stanno nuovamente intensificando tra gli investitori. Fino a poco tempo fa gli annunci aziendali avevano forte impatto sul mercato, adesso lo lasciano tiepido. Gli investitori non si limitano più a guardare alla crescita, ma a quale prezzo essa viene finanziata.

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