Il libro di Alfredo Moratti: i valori d’impresa di Amica Chips
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Croccanti, dorate, confezionate con precisione e sempre più attente all’impatto ambientale: il mondo delle patatine racconta molto del nostro modo di consumare. In questo contesto, Amica Chips intreccia processo produttivo, identità del brand, visione imprenditoriale, tra innovazione e territorio, e un nuovo libro.
Dentro Amica Chips: dalla patata al pacchetto
Osservare la produzione degli snack Amica Chips da vicino restituisce concretezza a un gesto quotidiano come aprire una busta di patatine. La lavorazione parte dalla preparazione della materia prima e prosegue con il taglio in fette sottili. Il momento clou è la fase di salatura e aromatizzazione, in cui un sistema di miscelazione distribuisce in modo uniforme sale e condimenti, dai profili più speziati (ketchup, paprika) alle note mediterranee (basilico, pomodorini) o agrumate (lime), senza trascurare le varianti classiche. Dopo il controllo del peso, ogni porzione viene confezionata e avviata alla fine linea, dove l’automazione supporta il processo di imballaggio: un braccio meccanico preleva i pacchetti e li colloca nelle scatole destinate alla spedizione. La stessa cura si estende ai materiali: la linea Trasparente prevede un pack realizzato con il 30% di plastica da risorse riciclate. Ma andiamo oltre la produzione: cosa significa Amica Chips? Il nome richiama l’idea di condivisione e nasce, prima di tutto, da un’amicizia: un omaggio a quel valore che unisce persone, ricordi e momenti di compagnia. È la stessa atmosfera che le patatine evocano con naturalezza, tra convivialità, leggerezza e la voglia di festeggiare che si riaccende, “a ogni crunch”, quando ci si ritrova insieme.
Amica Chips: la storia raccontata da Alfredo Moratti
Fondata il 22 maggio 1990 a Castiglione delle Stiviere (Mantova) da Alfredo Moratti, l’azienda ha accelerato già dal 1991 diventando fornitrice della grande distribuzione, per poi consolidarsi con acquisizioni che hanno ampliato competenze e mercato: DORITA (1996), Pandal (1998, con integrazione produttiva nel polo di Castiglione) e il marchio MIA (2004, radicato nel Triveneto). Oggi, opera su oltre 70.000 m², con più di 350 persone e un fatturato sopra i 140 milioni di euro, distribuendo i propri snack in più di 22 Paesi. Sul versante sostenibilità, il percorso include sistemi avanzati per il trattamento di fumi e acque. In parallelo, l’uscita del libro autobiografico di Alfredo Moratti, Ci vuole simmetria, scritto con il giornalista Filippo Poletti e pubblicato da Mondadori Electa il 16 settembre 2025, organizza il racconto in dieci capitoli legati dalla parola chiave amicizia, toccando radici territoriali, campagne pubblicitarie e una visione manageriale centrata sull’equilibrio: “Nella vita ci vuole simmetria: l’ho imparato da mio padre Giovanni – racconta il fondatore – Anche le aziende devono svilupparsi mantenendo un equilibrio tra i collaboratori, gli obiettivi e i risultati”. Nel racconto, la valorizzazione dell’italianità convive con un progetto simbolico come il chilometro giallo, pensato per rendere visibile la presenza industriale e la continuità con il territorio.
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