Mercati Europei, l’insospettabile Austria ha il bilancio migliore
helly
Nonostante i timori connessi alla guerra in corso in Medioriente, i mercati europei continuano a viaggiare forte. A metà maggio l’indice FTSE MIB di Piazza Affari ha superato la soglia dei 50mila punti, come non accadeva dal 2000. Ma non è l’indice di borsa italiano quello con il bilancio azionario migliore, né quello tedesco o francese o spagnolo. La performance migliore è dell’ATX di Vienna. E non è neppure la prima volta che accade negli ultimi anni.
La performance austriaca spicca sui mercati europei
Nel corso dell’ultimo anno l’indice ATX della borsa austriaca ha guadagnato il 34,2%, che diventa 40% se includiamo anche i dividendi. Giusto per fare un confronto, il nostro FTSE MIB segna +22,3%.
Il listino austriaco peraltro non è nuovo a questo exploit, visto che dal 2015 ad oggi ha chiuso in positivo ben 8 anni su 11, segnando rialzi superiori al 29% in ben tre circostanze. Addirittura nel 2025 ha guadagnato il 45%. Ciò lo rende il migliore tra i mercati europei.
L’errore di molti gestori
Eppure le grandi allocazioni spesso ignorano l’azionario austriaco, che invece è stato capace di trasformarsi in modo repentino diventando grande protagonista dal momento in cui nel Paese sono tornati crescita a credito e fiducia. Nonostante questo bilancio lusinghiero, che si coglie chiaramente guardando il grafico candlestick dell’indice ATX, gli investitori preferiscono puntare sempre sui mercati europei più famosi.
Il confronto con il resto d’Europa
Abbiamo già detto che gli investitori che hanno puntato sull’Italia hanno comunque fatto centro, visto che il principale listino di Piazza Affari ha appena superato i 50mila punti grazie ad un guadagno superiore al 22% quest’anno.
Molto peggio è andata a chi ha puntato sull’indice DAX 40, pensando che la locomotiva d’Europa tedesca potesse viaggiare ancora forte. Invece non è così e la crisi industriale (e soprattutto il grosso peso dei titoli automobilistici e chimici sull’indice tedesco) ha praticamente piantato il DAX sui livelli dell’inizio di anno. In Germania economia reale e mercati restano comunque ancora distanti.
Il CAC francese ha guadagnato appena il 2,2%, poca roba. Tuttavia qui bisogna evidenziare la forte spaccatura del listino, che da un altro verde i titoli energetici correre e dall’altra i titoli del lusso fare marcia indietro.
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