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Daniel Mannini commenta la favolosa mostra veneziana di Marina Abramović

19 Giugno 2026 da elenagollini

In occasione della 61° edizione della Biennale di Venezia, fino al 18 ottobre 2026 è visitabile la spettacolare mostra “Marina Abramović: Transforming Energy” che rende omaggio a questa stratosferica donna artista performer, segnando anche simbolicamente il suo 80° compleanno. La mostra, allestita presso la Galleria dell’Accademia di Venezia, celebra questa possente artista di fama mondiale e internazionale ed è destinata a passare alla storia e a entrare nella storia, perché l’Abramović è in assoluto la prima artista vivente a essere esposta in questo prestigioso contesto istituzionale. L’esposizione si sviluppa sia nelle sale della Collezione Permanente, sia in quelle adibite ad accogliere esposizioni temporanee. Anche questa scelta rappresenta una novità peculiare nell’evoluzione storica dell’istituto veneziano, includendo la ricerca sperimentale dell’Abramović nel cuore stesso del patrimonio cittadino d’eccellenza. Al centro nevralgico concettuale risiede l’incontro tra passato e presente, materiale e immateriale, corpo e spirito. I visitatori sono esortati a loro volta a una partecipazione attiva sinergica, mediante l’uso di “transitory objects” interattivi (ovvero letti, strutture in pietra con cristalli incastonati). Infatti, possono liberamente sdraiarsi, sedersi oppure restare in piedi su di essi, producendo quello che la Abramović definisce come “produzione di energia”. Ai capolavori iconici si affiancano proiezioni di performance storiche. Inoltre, la Abramović ha voluto realizzare anche un circuito di nuove creazioni presentate in anteprima, dimostrando la sua fervida, appassionata e inesauribile volontà di ricerca e di sperimentazione, basata sulla resistenza e la resilienza, così come sulla vulnerabilità e la trasformazione. Da grande ammiratore dell’Abramović, l’artista emergente Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) è intervenuto rispondendo ad alcune domande attinenti rivolte da Elena Gollini.

D: Un tuo parere su questa fantastica mostra veneziana celebrativa degli 80 anni dell’immensa Marina Abramović.
R: La mostra veneziana dedicata agli 80 anni di Marina Abramović rappresenta un evento straordinario e imperdibile per gli amanti dell’arte contemporanea e delle performance. La sua capacità di esplorare i limiti del corpo e della mente, ha portato l’esperienza artistica a un livello intimo e coinvolgente. L’esposizione, ambientata nella suggestiva cornice veneziana, offre un’occasione unica di immergersi nel suo mondo di introspezione e di sfida, spesso attraversato da tematiche come la resistenza, il sacrificio e la connessione tra artista e pubblico. La mostra permette di apprezzare l’evoluzione del suo percorso artistico e l’impatto duraturo delle sue azioni sulla scena mondiale, celebrando il suo genio, e offre un invito a riflettere sul ruolo dell’arte come mezzo di trasformazione personale e sociale. La città di Venezia si presta perfettamente a celebrare una figura così innovativa e audace. Questa esposizione rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire l’eredità della Abramović e per vivere un’esperienza artistica intensa e stimolante, che conferma il suo ruolo di pioniera nel panorama dell’arte contemporanea.

D: Un tuo commento su questa emblematica citazione della Abramović “Se non si è disposti a correre rischi, non si potrà mai cercare nulla di nuovo o originale”.
R: Questa citazione evidenzia l’importanza del coraggio e dell’audacia nel processo di innovazione e sviluppo personale o professionale. Spesso le idee più rivoluzionarie e le scoperte più significative nascono nel momento in cui usciamo dalla zona di comfort, affrontando l’incertezza con determinazione. Il rischio include anche la possibilità di fallimento ed è attraverso questi che si può imparare, adattarsi e, infine, innovare, soprattutto se stessi. Credo che racchiuda un invito nel riconoscere che il progresso richiede una certa dose di rischio e che senza di essa, il progresso e la creatività possono rimanere inespressi o inesplorati, senza mai andare avanti oltre alla propria visuale di prospettiva.

D: Un tuo commento su quest’altra altrettanto emblematica citazione della Abramović “Cos’è una buona opera d’arte? È qualcosa che possiede quell’energia che ti mette in sintonia con quanto sta accadendo alle tue spalle. Un artista non deve mentire a se stesso o agli altri. Un artista non deve rubare idee agli altri artisti. Un artista non deve fare compromessi con se stesso o con il mercato dell’arte”.
R: Questa citazione offre una riflessione profonda e autentica sul significato dell’arte e sull’integrità dell’artista. La definizione di una buona opera come qualcosa che trasmette un’energia in sintonia con ciò che accade intorno a noi sottolinea l’importanza dell’emozione e dell’autenticità come elementi centrali nell’arte. L’enfasi sulla sincerità dell’artista, il non mentire, evidenzia come l’integrità personale sia fondamentale per creare opere genuine e significative. Inoltre, il richiamo a non rubare idee o fare compromessi con il mercato sottolinea la necessità di mantenere una purezza creativa, una propria identità, resistendo alle pressioni esterne che potrebbero svuotare di significato l’espressione artistica. Questo pensiero è racchiuso anche nella mia arte, da cui sicuramente prendo spunto per iniziare un percorso, ma quello che poi lo contraddistingue è la propria personalità.

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