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Una recensione de “La solitudine degli amanti”, di Fabio Mazzeo

27 Aprile 2019 da articolinews

Fabio Mazzeo, giornalista professionista, si è di recente cimentato con il suo primo romanzo: "La solitudine degli amanti", pubblicato da Cairo Editore nel marzo del 2019, sta ricevendo recensioni positive dagli appassionati del genere. Huffington Post Italia gli ha dedicato un articolo che analizza personaggi e tematiche.

Fabio Mazzeo, la solitudine degli amanti

"La solitudine degli amanti": il romanzo di Fabio Mazzeo secondo Adalgisa Marrocco

"La solitudine degli amanti" è testimonianza della vitalità e della ricchezza della narrativa di suspense che trae spunto dall’attualità, fondendola con (non scontati) elementi di fiction grazie a ritmo e apprezzabile manualità letteraria". Così si esprime Adalgisa Marrocco su Huffington Post Italia nella recensione dedicata alla prima esperienza letteraria di Fabio Mazzeo. Giornalista e capo ufficio stampa di importanti realtà istituzionali, l’autore unisce la passione per la cronaca all’impegno letterario, dando vita ad una narrazione "intensa e ben calibrata". Il romanzo è ambientato a Roma: la prima scena del delitto si svolge a Piazza delle Muse, nel cuore dei Parioli, nel quartiere più ricco ed esclusivo della Città Eterna. La vittima è un’artista cinquantenne, sposata con un influente avvocato. Sembra ammirare il panorama, ma uno squarcio sul braccio lascia intuire che la scena è decisamente più macabra: la donna è stata uccisa, una vera di diamanti al dito e tra gli effetti personali alcune scritte significative che riportano le parole di un grande cantautore italiano, Ivano Fossati. Sono queste le premesse del romanzo di Fabio Mazzeo. La narrazione, spiega Adalgisa Marrocco, "si biforca, conducendoci da un lato sul binario della detection e dall’altro su quello in cui scivolano le esistenze dei personaggi".

Le figure protagoniste del libro di Fabio Mazzeo

Pubblicato da Cairo Editore, "La solitudine degli amanti" concentra la narrazione attorno ad alcuni personaggi chiave, protagonisti dell’indagine in corso. Si cerca febbrilmente un serial killer autore di alcuni femminicidi rimasti irrisolti. L’ispettore Andrea Giannini si dedica anima e corpo al lavoro per dimenticare le sofferenze subite: un amore finito in tragedia e un passato oscurato dalla calunnia a causa di una presunta relazione con la moglie di un malavitoso. L’ispettore unisce la sua solitudine a quella del magistrato Liliana Cannata, decisa a trovare la verità oltre la cortina di mistero e inganno che cela l’identità dell’assassino. Scrive Fabio Mazzeo: "Liliana Cannata, quarantasei anni, che di essere magistrato ne aveva sentito la vocazione, amava soprattutto due cose: dormire e comporre puzzle. E del suo fiuto si fidava soprattutto quando, ore prima che il telefono squillasse, il sesto senso bussava in qualche parte remota della sua inquietudine per dirle che in un angolo di Roma stava accadendo qualcosa di cui lei si sarebbe dovuta occupare". Indirettamente, anche Ivano Fossati e la sua musica diventano protagonisti delle vicende narrate da Fabio Mazzeo: la canzone L’amante è elemento chiave per risolvere l’indagine e accomuna i personaggi. Il cantautore genovese riassume nei suoi testi la perversione del serial killer, creando una figura dal fascino dolce e implacabilmente crudele.

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