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Tanti tipi di paradisi fiscali

17 Febbraio 2017 da Merellir

I paradisi fiscali: ecco quali tipi.
Tutti i paradisi fiscali si suddividono in varie tipologie, a seconda della sicurezza che danno, delle leggi che vigono sul loro territorio, ma anche in base allo scambio d’informazioni che avviene con altri Stati e con enti di controllo internazionale. Principalmente tutti i paradisi fiscali si suddividono in due grandi tipologie: paradisi fiscali sulla white list e quelli sulla black list. Il principale criterio utile per determinare l’appartenenza di uno Stato a una delle due liste è la trasparenza. Tradizionalmente, i Paesi sulla black list concedono l’anonimato agli investitori sul proprio territorio. Tali persone quindi diventano invisibili per sistema economica del proprio Stato di residenza e posso creare una società, un conto corrente o altro guadagnandoci senza pagare alcuna tassa. Questo, ovviamente, favorisce sia l’investitore stesso, che il paradisco fiscale in questione, che crea così un circolo economico sul proprio territorio.

D’altro canto, pur concedendo l’anonimato e dando agli interessati un modo utile per sfuggire ai controlli del proprio Stato, nei Paesi della black list si verificano sempre numerosi problemi dovuti alla poca lucidità delle operazioni. Non solo. E’ anche possibile che delle organizzazioni criminali prendano possesso del circolo economico. I Paesi sulla white list, invece, s’impegnano nella trasparenza delle operazioni. Non danno la possibilità agli interessati di nascondersi, ma in compenso scambiano informazioni con altri Stati nonché enti di controllo a livello mondiale. Tutto ciò si traduce in una reputazione maggiore di questi Paesi rispetto alla reputazione dei Paesi sulla black list (che in aggiunta subiscono anche delle sanzioni da parte della Comunità Finanziaria Internazionale). Per questi i Paesi sulla black list cercano di trovare un compromesso tra la trasparenza delle operazioni, l’anonimato e l’appetibilità d’investimenti sul proprio territorio, in modo da ottimizzare il guadagno.

La white list, quindi, si suddivide in alcune sottocategorie, come la grey list e la lista grigio-chiara. Si tratta semplicemente di tipologie utili per classificare quegli Stati che non sono ancora completamente sulla white list, ma che hanno già intrapreso dei passi per esserci inseriti. Dopo questa classificazione, né esiste un’altra che si basa sul carico fiscale. Per esempio esistono gli Stati che non applicano alcuna tassa sul reddito interno o esterno. Esistono paradisi fiscali che tassano solo il reddito esterno, e altri ancora che tassano, in modo minimale, entrambi i redditi. Tutti i paradisi fiscali, però, puntano sulla facilitazione degli investimenti esteri, in quanto da questo dipende la loro economica. Grazie alle leggi di questi Paesi è possibile aprire una società in poco tempo e spendendo poco denaro.

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