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La pressione fiscale in Italia

18 marzo 2017 da Merellir

Cos’è la pressione fiscale?

La pressione fiscale è il rapporto percentuale fra il prelievo fiscale e parafiscale e il PIL (Prodotto Interno Lordo) di un dato Paese. Essa rappresenta dunque l’incidenza dei tributi e dei contributi previdenziali rispetto al Prodotto Interno Lordo, e si esprime con l’imposizione fiscale, attraverso la quale lo Stato raccoglie una percentuale di PIL per coprire i costi dell’economia. Tale valore tuttavia non da indicazione della qualità dei servizi e dei beni offerti rispetto al carico fiscale imposto ai contribuenti per quei determinati servizi o per quei determinati beni.

L’imposizione Fiscale in Italia

La pressione fiscale in Italia è molto elevata, mantenendosi a valori di gran lunga superiori anche rispetto alla media Europea, facendo posizionare l’Italia al quarto posto fra i Paesi con la maggiore pressione fiscale, dietro la Finlandia, il Belgio e la Francia, prima in assoluto. La media Europea si aggira intorno al 39,9%, mentre la pressione fiscale italiana ha raggiunto il 43,4%. Il 2016 ha fatto registrare una flessione di tale percentuale, scesa dapprima al 42,9% grazie all’abolizione della Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili), fino a registrare un 42,3% nell’ultimo trimestre dello stesso anno, grazie anche all’effetto del Bonus Renzi, che ha inciso positivamente su tale rapporto. Questo è il valore più basso raggiunto dal 2011.
Se la pressione fiscale in Italia fosse allineata con la media Europea, ogni italiano pagherebbe in media 946€ in meno all’anno, portando un risparmio considerevole ad ogni singolo contribuente. Ma la crescita economica, fondamentale per ripartire e per consentire di mettere in atto misure a sostegno della riduzione della pressione fiscale, risulta ancora troppo bassa, con incrementi pressoché irrilevanti, non in grado di dare la scossa che servirebbe alla politica economica italiana. Purtroppo negli anni a venire la situazione potrebbe peggiorare, con il conseguente nuovo aumento della percentuale della pressione fiscale, soprattutto se l’analisi è epurata dal bonus Renzi.

Quali soluzioni adottare?

Una soluzione che ridurrebbe il carico fiscale di ogni Stato, compresa l’Italia, è quella di adottare un sistema fiscale comunitario, che porterebbe un risparmio significativo a tutti i contribuenti dei vari Stati, ma che tuttavia non sarebbe vantaggioso per altri in cui il gettito fiscale è di gran lunga inferiore alla media Europea.
Sarebbe invece più opportuno agire sugli sprechi e sulle inefficienze del settore pubblico, in primis degli organi governativi e decisionali, riducendo il centralismo ma anche le imposte locali, cresciute vertiginosamente a causa del federalismo fiscale. Serve dunque una manovra che preveda tagli alla spesa pubblica, ai costi della politica e che invece incentivi gli investimenti e l’occupazione, aumentando la produttività e diminuendo la pressione fiscale. Solo così l’Italia potrà venir fuori da questa crisi economica, politica e sociale che sta vivendo.

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