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Alcuni tipi di cacao in polvere per bambini potrebbero essere contaminati da sostanze inquinanti?

6 Marzo 2019 da dagata

Alcuni tipi di cacao in polvere per bambini potrebbero essere contaminati da sostanze inquinanti? La rivista per consumatori tedesca “Öko-Test” ha messo varie polveri di cacao per bambini sotto la lente d’ingrandimento. Anche Nesquik di Nestlé nel mirino. Lo “Sportello dei Diritti”: urge uno studio indipendente per fugare ogni dubbio

Ben 13 tipi di cacao in polvere per i bambini sono stati sottoposti ad esami di laboratorio approfonditi in un’inchiesta svolta dalla rivista dei consumatori tedesca “Öko-Test”. Il risultato è apparso subito allarmante: solo una bevanda in polvere ha ricevuto il punteggio “molto buono” ed è quindi raccomandata. Sette hanno ricevuto un giudizio pari a “buono”, le altre polveri hanno avuto valutazioni negative. In quattro prodotti è stato rilevato anche un contenuto “aumentato” di componenti di olio minerale (MOSH / POSH) e troppo zucchero. I residui potrebbero passare attraverso la confezione, secondo quanto apparso sul sito web della rivista specializzata. Inoltre, durante la produzione potrebbero verificarsi anche contaminazioni con oli lubrificanti. La cosa più sorprendente di tutte e che lascia particolarmente basiti riguarda il giudizio negativo del celeberrimo cacao Nesquik della Nestlé. La bevanda in polvere sarebbe la più contaminata ed è finta all’ultimo posto della classifica. Secondo “Öko-Test ” nel cacao ci sarebbero troppo zucchero e anche olio minerale. Inoltre, sono state rilevate dai ricercatori vitamine artificiali. “Nel complesso, raccomandiamo quindi la valutazione generale” insufficiente “,” hanno affermato i tester. Nestlé ha già commentato il test e vorrebbe “non accettare il risultato”, come ha dichiarato per iscritto la stessa società alla rivista. Di conseguenza, il colosso ha dubbi sul metodo di rilevazione dell’olio minerale, “che utilizza il laboratorio commissionato” dalla rivista. Il metodo secondo “Öko-Test” segue lo standard DIN (German Institute for Standardization). Tuttavia, nessuno “studio indipendente che supporta i dubbi di Nestlé ci è stato presentato dal Gruppo”, afferma il rapporto. È opportuno precisare che non è noto alcun effetto avverso, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”che, tuttavia, evidenzia la necessità di studi approfonditi realmente indipendenti per fugare ogni benché minimo dubbio circa rischi per i consumatori e in particolare i più piccoli cui questi prodotti sono specificamente rivolti per adottare le opportune soluzioni e cautele.

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