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Contiene le sostanze tossiche ftalati, ritirata la bambola Cry Babies – Nala Tigrotto

10 Aprile 2019 da dagata

Contiene le sostanze tossiche ftalati, ritirata la bambola Cry Babies – Nala Tigrotto. In pericolo la salute dei bambini che viene dai giochi nei quali sono presenti grandi quantità di ftalati, un tipo di sostanze tossiche che possono avere effetti devastanti nei bimbi.

A lanciare l’allarme la Competition and Consumer Protection Commission (CCPC) in Irlanda, che ha ritirato dal commercio la Bambola Cry Babies – Nala Tigrotto per la presenza, oltre il limite consentito, di ftalati che possono causare danni al sistema riproduttivo. Gli ftalati sono esteri dell’acido ftalico e sono principalmente usati come plastificanti che vengono aggiunti alle materie plastiche per aumentarne la flessibilità e la durata. Il richiamo ha effetto su questi numeri seriali specifici: 18/10657/ -36, 37, 38, 39, 40, 41, 43, 44, 45, 46. Il numero di serie si trova nello scomparto della batteria della bambola. A chiunque abbia una bambola con un numero di serie interessato viene raccomandato di smettere di usarlo immediatamente. La bambola è venduta in scatola di cartone. Nello specifico i Cry Babies sono i bebè più piagnucolosi! Se li togli il ciucciotto piangono con lacrime vere e suoni che aumentano dal piagnucolio al pianto. Forniti con un ciucciotto e un pigiama intercambiabile con figure di animali. Gli articoli interessati sono stati sottoposti a divieto di commercializzazione, ritiro e richiamo, ad oggi, nel Regno Unito e in Irlanda. Le analisi effettuate hanno evidenziato un rischio chimico: possibili danni al sistema riproduttivo causati dalla presenza di ftalati. Gli ftalati sono sostanze tossiche per organi riproduttivi, soggette a restrizione europea. Il loro utilizzo non è consentito a concentrazioni superiori allo 0,1%, né nei giocattoli né negli articoli destinati all’infanzia. Il motivo della restrizione è dovuto al pericolo di esposizione che può derivare dal masticare o succhiare per lunghi periodi di tempo oggetti che contengono ftalati, distruttori del sistema endocrino umano». La presenza di ftalati nei giocattoli e il conseguente ritiro dal commercio in vari Paesi europei viene segnalato sistematicamente nel sistema RAPEX a partire dal 2005. Secondo gli ultimi rapporti del ministero della Sanità si tratta prevalentemente di articoli di origine cinese. Dal 2008 una media di più di 110 notifiche l’anno riguarda questa categoria di prodotti pericolosi, per la presenza degli ftalati oltre al limite consentito. Nel 2015 hanno rappresentato il 37% delle notifiche totali relative ai giocattoli. invita immediatamente le autorità competenti ad attivare una azione di controllo del mercato, per il tipo di rischio cui è esposto il consumatore. Infatti, in Italia che ha delle norme rigidissime in merito, è vietata la commercializzazione e l’importazione di prodotti che contengano alti contenuti di ftalati. Il giocattolo, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, oltre a rappresentare un rischio chimico dannoso per la salute umana, inoltre non è conforme al regolamento REACH che prevede il divieto in Europa di circolazione di sostanze non registrate e prive di documentazione sui relativi rischi per salute e ambiente e sulle relative misure di prevenzione necessarie per evitarli. Inoltre per il fabbricante e l’importatore che immettono sul mercato giocattoli con ftalati superiori allo 0,1%, ai sensi dell’art. 16 del Decreto legislativo 14 settembre 2009 n. 133, è prevista una sanzione penale con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda da 40 mila a 150 mila euro. Questo comunicato riporta i dati inseriti direttamente nel sistema GRAS RAPEX della UE.

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