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Sextorsion l’FBI lancia l’allarme

19 Marzo 2013 da dagata

Sextorsion l’FBI lancia l’allarme. Un nuovo trend su internet che colpisce giovanissimi e donne ultraquarantenni

 

Genitori attenti: l’FBI lancia un monito a tutte le famiglie. Un nuovo allarmante trend sta prendendo piede online, è il “sextorsion”. Le vittime preferite sono i giovanissimi e le donne dopo i 40 anni.

“Si tratta di vere e proprie estorsioni utilizzando immagini a carattere sessuale che i criminali riescono ad ottenere tramite i social media – ha spiegato Richard DesLaurier, agente speciale dell’FBI di Boston – è un fenomeno in grande crescita ed un’area di indagini in espansione che ci preoccupa. Per questo vogliamo educare il pubblico”.

Secondo gli investigatori, ciò che avviene in pratica è che i teen-ager iniziano conversazioni online tramite Facebook o altri social media con sconosciuti, pensando si tratti di innocenti coetanei, di nuovi amici. Ad un certo punto i ragazzi vengono però convinti dal nuovo amico a mandare tramite web una propria immagine nuda o seminuda. A quel punto il criminale inizia il ricatto, chiede denaro con la  promessa di non inviare la foto ad amici e genitori del giovane se viene pagato  in un certo termine.

Proprio una trama simile ha portato all’arresto di un uomo in Gran Bretagna che stava ricattando una ragazzina di 13 anni del Massachusetts, la quale gli aveva spedito una sua foto che la ritraeva nuda. In questo caso però la ragazza ha avuto il coraggio di confessare tutto ai genitori che hanno avvertito l’FBI.

Ma episodi simili – spiegano le forze dell’ordine – avvengono anche a danno di adulti, in particolare la fascia più colpita appare quella delle donne divorziate ultraquarantenni che tentano di avviare relazioni romantiche online. E lo schema con l’invio di foto intime si ripete.

Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rilancia anche in Italia l’allarme perché non da poco tempo le cronache nostrane riportano fatti analoghi anche se troppo spesso, casi simili non vengono segnalati ai genitori, parenti o amici e quindi rarissime volte denunciati all’autorità giudiziaria perché le vittime, soprattutto i minori hanno timore di essere rimproverati dalle famiglie mentre le donne di finire, come parti deboli di una notizia, sui media.

Non resta che raccomandare alle famiglie la massima vigilanza sulle attività online dei propri figli, specie se minorenni, ed alle donne sole prestare attenzione ai soggetti con cui s’interloquisce in rete.

Perché  non bisogna avere paura di denunciare ogni possibile forma di ricatto o estorsione che dir si voglia che anche in Italia è contemplata come reato nel codice penale.

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