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Elettroshock no! perché

3 Agosto 2013 da gabri casella

 

Il titolo della conferenza aperta al pubblico, svoltasi il 18 luglio 2013 a Brescia presso la ex Sala della Circoscrizione in via Repubblica Argentina 120.

La serata, organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, aveva lo scopo informativo.
Infatti, pochi sanno che elettroshock sia non soltanto in uso, ma che sia ancora così diffuso.

In Italia il numero di strutture ospedaliere in cui si pratica la terapia con elettroshock è pari a 91, delle quali 14 solo in Sicilia. Lo ha detto all’inizio dell’anno 2013 il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione di inchiesta del Senato sul Ssn presentando a Palazzo Madama la relazione finale della Commissione.
Dal 2008 al 2010 l’elettroshock sarebbe stato utilizzato in Italia su 1400 pazienti.

Uno dei membri veterani del CCDU di Brescia – Luigi Modonesi – ha illustrato brevemente la storia della psichiatria, compresa quella che riguarda l’uso dell’elettroshock.
Se guardiamo il passato, diciamo un paio di centinaia di anni fa, ci sorprende la crudeltà con la quale venivano trattate le persone con disagi psichici, veri o presunti che fossero.
Oggi non immergiamo più i pazienti in acqua fredda, non li sottoponiami ai salassi (non ufficialmente), ma comunque diamo loro la scossa.

La terapia elettroconvulsiva è ancora usata da un gran numero di psichiatri come “trattamento” per i loro pazienti.

Ospite della serata, la dott.ssa Emilia Kwasnicka, psicologa, ha condiviso con il pubblico le sue esperienze vissute nel campo della salute mentale.
Ha sottolineato il fatto che in psichiatria i sintomi sono spesso confusi con le cause. La psichiatria agisce sui sintomi.
La cosa fondamentale in tutti i casi dovrebbe essere un accurato esame medico che permettesse di scoprire ed eventualmente escludere le cause organiche del disagio.
I trattamenti brutali distruggono le vite, non curano nessuno.

Un punto molto importante, ha sottolineato la dottoressa, è rendersi conto che non siamo isolati nella società e il malessere di altre persone ci riguarda e influenza anche la nostra vita.

L’elettroshock è una tecnica brutale, bizzarra e per niente scientifica. Dovrebbe essere abolita prima possibile.

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