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Russia: uso aberrante della psichiatria punitiva per mettere a tacere il dissenso

19 Ottobre 2013 da CCDU

Secondo la testimonianza di Amnesty International la decisione del tribunale di Mosca di inviare Mikhail Kosenko al trattamento forzato in un istituto psichiatrico è un odioso ritorno alle pratiche sovietiche di gestione del dissenso.

“Incarcerare forzatamente Mikhail Kosenko in un’unità psichiatrica puzza come uno dei peggiori eccessi dell’ormai defunta era sovietica, quando i dissidenti languivano in istituzioni mentali, trattati come malati mentali, solo perché avevano osato pensare con la propria testa” afferma John Dalhuisen, dirigente per Europa e Asia centrale.

“Mikhail Kosenko è un prigioniero di coscienza messo dietro le sbarre per aver esercitato il suo diritto di protestare pacificamente, e deve essere rilasciato immediatamente.”

Mikhail Kosenko è stato arrestato dopo aver preso parte ad una protesta in Piazza Bolotnaya nel maggio 2012, poi sfociata in violenza, e accusato di sommossa e violenza contro la polizia.

La decisione della Corte è stata annunciata quando decine di persone si sono riunite in una protesta pacifica al di fuori della Corte gridando il nome di Kosenko e “Libertà”.

È’ stato riferito che almeno otto di queste sono state arbitrariamente arrestate.

Il trattamento psichiatrico involontario deve essere utilizzato solo nei casi di grave malattia mentale, quando sia probabile un comportamento tale da causare danno imminente a se stesso o ad altri” continua Dalhuisen “e questo non è il caso: Mikhail Kosenko verrà forzatamente ricoverato in ospedale, e il giudice – in violazione della procedura di giusta prova – ha persino rifiutato di consentire un esame indipendente dello stato della sua salute.
In seguito a questo verdetto, Mikhail Kosenko può essere privato della sua libertà a tempo indeterminato e, contrariamente agli altri co-imputati nel cosiddetto caso Bolotnaya, non potrebbe nemmeno ricevere l’amnistia.

Il verdetto è stato richiesto da parte dell’accusa, sostenendo come Kosenko avrebbe rappresentato un pericolo per se stesso o la società.

Questa affermazione è basata su un parere medico richiesto dall’accusa, e sull’attestazione dell’accusa sulla fondatezza dei capi d’imputazione.

Amnesty International, presente alle udienze sul caso di Mikhail Kosenko, è giunta alla conclusione che l’accusa non è riuscita a dimostrare la colpevolezza.

Le prove, semmai, tra cui alcuni filmati e testimonianze di testimoni oculari, sono schiaccianti nel discolparlo.

L’organizzazione ha espresso preoccupazione sull’uso dei funzionari di polizia come principali testimoni e ha evidenziato controversie nelle testimonianze presentate alla corte.

Mikhail Kosenko ha un passato di malattia mentale, ma non ha mai avuto necessità di un trattamento forzato, né è mai stato giudicato un pericolo per se stesso o la società.

“Questa è una condanna terribilmente ingiusta e la punizione sinistramente crudele di un manifestante pacifico” continua John Dalhuisen “con la maggior parte degli altri co-imputati ancora sotto processo o sotto inchiesta, ci si domanda quanto questa parodia della giustizia terminerà”.

Fonte articolo: http://www.amnesty.org/en/news/russia-abhorrent-use-punitive-psychiatry-silence-dissent-2013-10-08

Oggigiorno le perizie psichiatriche e psicologiche, per loro natura soggettive (adatte, semmai, a suggerire indagini approfondite che possano risultare in prove oggettive) sempre più spesso vengono invece considerate come prove oggettive, atte a stabilire innocenza o colpevolezza e capacità o incapacità d’intendere e volere.
In Italia il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) insieme alla Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo (LIDU), hanno organizzato un convegno dal titolo: “Psichiatria e distorsione della giustizia”.
L’evento avrà luogo mercoledì 23 ottobre 2013, ore 14:30, presso il Grand Hotel Villa Torretta – Via Milanese, 3 – Sesto San Giovanni .

Pubblicato Lun, 14/10/2013 – 09:41

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/

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