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Rapporto Sicurezza di Polizia Stradale e Carabinieri. Meno incidenti e vittime sulle strade.

6 Gennaio 2015 da dagata

Rapporto Sicurezza di Polizia Stradale e Carabinieri. Meno incidenti e vittime sulle strade. Lo “Sportello dei Diritti” perché non diminuiscono i premi RCAuto? L’IVASS e l’Antitrust aprano un’istruttoria

 

Meno incidenti e meno vittime sulle strade italiane nel 2014 rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalla lettura dei dati forniti dal dipartimento della pubblica sicurezza aggiornati al 21 dicembre a seguito delle rilevazioni della Polizia stradale e dell’Arma dei Carabinieri relativamente all’anno appena passato.

In termini relativi, si sono registrati 4.671 incidenti in meno rispetto al 2013 ossia un – 6 % (73.688 contro i 78.359 dell’anno precedente) rispetto all’anno trascorso, così come analoga riduzione si è verificata per le vittime, con 3.261 feriti in meno. In calo anche le persone che hanno perso la vita (-3,6%, con 64 persone “salvate”).

Ovviamente non si può essere ancora soddisfatti ed esultare quando si parla di decine di migliaia di vittime che ancora subiscono lesioni o la morte a seguito di sinistri stradali, ma ciò che emerge è un dato inquietante indiretto che non trova alcuna spiegazione se non nella logica del profitto. Stiamo parlando, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dell’inesistenza di alcun segnale di riduzione delle tariffe RCAuto che, in un Paese normale con un così netto calo dei rischi sulle strade cui segue un’inevitabile diminuzione degli esborsi complessivi per sinistri, dovrebbe portare ad un analogo andamento per ciò che concerne i premi assicurativi.

È evidente, quindi, che in tale ottica, spetti all’istituto di vigilanza amministrativa, ossia l’IVASS ma anche all’Antitrust, verificare questa palese anomalia avviando immediatamente un’istruttoria per esaminare le ragioni che spingono le compagnie assicurative a nascondersi dietro ad un dito ed a continuare dietro una politica tariffaria non completamente trasparente e ligia alle regole europee della libertà e concorrenza di mercato così come al contrario è corretto aspettarsi.

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