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A San Pietro Vernotico un esempio di bene confiscato alla mafia che va al servizio della collettività.

19 Novembre 2015 da dagata

A San Pietro Vernotico un esempio di bene confiscato alla mafia che va al servizio della collettività. Il comune assegna ad enti no profit immobile realizzato a seguito di un progetto europeo. La Cooperativa Sociale “IL SOGNO” vince la gara di assegnazione. Lo “Sportello dei Diritti” e l’Associazione “Teranga” sono partner ufficiali

 

Si trova a San Pietro Vernotico tra via Albatros e via Ibis, in contrada “Canimazzi” su un terreno confiscato alla criminalità organizzata e che ora fa parte del patrimonio indisponibile dell’ente locale un immobile appena edificato destinato a finalità sociali, un centro interculturale, per l’integrazione e l’intercultura destinato a cittadini stranieri e italiani e del centro di accoglienza notturna. Un progetto la cui gara è stata vinta dalla cooperativa sociale “IL SOGNO” e che vede come partner ufficiali lo “Sportello dei Diritti” e l’Associazione “Teranga” per quello che certamente sarà un esempio a livello nazionale del riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle mafie.

La struttura è stata finanziata con i fondi europei messi a disposizione dalla Regione ottenuti nell’ambito del “Po Fesr Puglia 2007-2013 Asse III “Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale” Linea 3.4 “Interventi per la legalità e la sicurezza” Azione 3.4.1 – Accordi di Programma con gli Ambiti territoriali Sociale per la Infrastrutturazione sociale di interventi per il potenziamento della rete di strutture e servizi per la prevenzione ed il contrasto dello sfruttamento, della tratta e della violenza di donne, minori e cittadini stranieri immigrati”.

Il lavori sono costati 675mila euro di cui 450mila a carico della Regione e 150mila sostenuti da Comune.

L’edificio, sviluppato su più piani è composto da: “Centro interculturale” (al piano terreno), dove c’è la sala reception, la sala convegni-biblioteca multimediale, il laboratorio informatico, il laboratorio di orientamento artigianale senza l’utilizzo di macchine utensili e il servizio igienico (attrezzato anche per disabili); un “Centro notturno di accoglienza”, composto da 4 camere da letto doppie, due servizi igienici, distinti per sesso e idonei anche ai portatori di handicap, camera per operatore con servizio e sala comune suddivisa in ambiente colazione e spazio di ricevimento.“

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, nell’esprimere le proprie lodi per la bella fine cui è giunto un immobile confiscato alla criminalità attraverso l’impegno dell’amministrazione del comune del brindisino e per la soddisfazione circa l’accordo di partenariato raggiunto con la cooperativa “IL SOGNO”, ritiene opportuno ricordare che la legge n. 109 del 1996 prevede infatti, il riutilizzo sociale dei beni confiscati in tutto lo stivale, mediante l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita ad associazioni di volontariato, cooperative sociali, oppure in via prioritaria ai Comuni, che hanno il compito di amministrare direttamente i beni oggetto di confisca, al fine di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.

Siamo certi, infatti, che il progetto in questione porterà sicuramente sviluppo e ricchezza per il territorio interessato sia in termini sociali attraverso l’implementazione di processi virtuosi in termini d’integrazione dei migranti ma anche in quelli economici per le ricadute occupazionali e per l’attrattività in termini progettuali, che ne deriveranno.

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