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Allarme medicinali falsi contro epatite. Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, avverte di stare attenti a un medicinale contraffatto l’Harvoni usato contro l’epatite

29 Marzo 2016 da dagata

Allarme medicinali falsi contro epatite. Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, avverte di stare attenti a un medicinale contraffatto l’Harvoni usato contro l’epatite. Minaccia la salute pubblica

 

Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici è tornato a denunciare il fenomeno delle contraffazioni, in modo particolare dell’Harvoni, che minaccia la salute pubblica. La responsabile del controllo dei medicamenti illegali presso Swissmedic, Ruth Mosimann, ha dichiarato che in Israele sono state scoperte delle falsificazioni provenienti dall’India. Si tratta di flaconi di plastica importati tramite una società commerciale svizzera, contenenti compresse bianche invece delle gialle originali. Swissmedic sta verificando in collaborazione con altre autorità europee se le confezioni dal contenuto sbagliato siano state importate anche in altri Paesi. Harvoni viene impiegato per il trattamento dell’epatite cronica C negli adulti. In Svizzera le terapie con i medicamenti di ultima generazione sono limitate e, a confronto con altri Paesi, molto costose. Per questo motivo vi sono pazienti svizzeri che acquistano Harvoni o altri preparati all’estero. Swissmedic diffida dall’acquisto di medicamenti di qualsiasi tipo da fonti sconosciute, in particolare dall’ordinazione di farmaci via Internet. Per i medicamenti in vendita a un prezzo molto vantaggioso e provenienti da Paesi che non dispongono di un analogo controllo degli agenti terapeutici, non sussiste alcuna garanzia che la merce ordinata contenga il principio attivo dichiarato o il dosaggio corrispondente, avverte Swissmedic. E’ evidente, quindi, che se anche dalla Svizzera viene lanciato un allarme di questo tipo dove esistono controlli più minuziosi e capillari di quelli italiani ed europei in generale, allora c’è da preoccuparsi, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da anni continua a denunciare questo tipo di traffici illeciti facilitati dal commercio online. Solo attraverso un aumento dei controlli ed un inasprimento delle sanzioni si potrà combattere efficacemente questa forma di criminalità che trova sempre più terreno fertile anche in dipendenza del fatto del costo, quasi sempre eccessivo di alcuni farmaci indispensabili per la cura di determinate malattie e sui quali appare evidente il sovrabbondante profitto delle cause farmaceutiche.

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