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Edificio pericolante, chiuso l’Istituto professionale Ipsia Ferraris. Anno scolastico a rischio: il dramma degli studenti senza scuola e il diritto allo studio negato.

12 Novembre 2016 da dagata

Edificio pericolante, chiuso l’Istituto professionale Ipsia Ferraris. Anno scolastico a rischio: il dramma degli studenti senza scuola e il diritto allo studio negato.

Succede all’IPSIA Ferraris di Brindisi, Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato, che a causa il crollo di un solaio al suo interno, al fine di garantire la sicurezza degli alunni che frequentano la scuola, è stato chiuso a seguito di un sopralluogo effettuato il 13/10/2016 da parte di dirigenti della ASL SPESAL, ASL SISP, Comune di Brindisi, Provincia di Brindisi. L’Ipsia Ferraris, dunque, è stato dichiarato inagibile ed ordinata la chiusura. La scuola in questione è una delle 10 su 11 scuole presenti nella città, a presentare gravi problemi di edilizia scolastica, una scuola che è un colabrodo. L’edificio scolastico accoglie oggi circa 640 alunni che provengono da tutta la provincia di Brindisi. Quanto successo al Ferraris è una conseguenza di un quadro comune a quasi tutti gli istituti: ora l’anno scolastico è a rischio di invalidazione per gli studenti ed i genitori sono sul piede di guerra, pronti alle azioni legali, come una class action per rivendicare il diritto allo studio violato di fronte a un edificio pericolante. Le nostre scuole cadono a pezzi, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” e nonostante in Puglia sia presente una legge sul diritto allo studio dal 2009 questa non è mai stata finanziata, fino all’approvazione della Legge Delrio che con i tagli apportati alle province ha represso ogni possibilità di finanziamenti alle scuole. I genitori degli alunni sono stanchi di dover mandare a scuola i propri figli con la preoccupazione di far loro rischiare la vita ogni volta che entrano a scuola. E soprattutto di ricevere risposte retoriche sulle “scuole belle e sicure” promesse dal governo Renzi e dalla Buona Scuola che con la realtà che viviamo ogni giorno non hanno niente a che fare.

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