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Malattia di Newcastle alle porte d’Italia. Casi di pseudopeste aviare sono stati registrati al confine con la Svizzera

27 Novembre 2017 da dagata

Malattia di Newcastle alle porte d’Italia. Casi di pseudopeste aviare sono stati registrati al confine con la Svizzera. Lo “Sportello dei Diritti”: le autorità sanitarie monitorino la situazione

Pseudopeste aviare o Malattia di Newcastle alle porte d’Italia. Il pericoloso virus è stato scoperto in un allevamento ticinese di galline ovaiole. Lo ha comunicato l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria svizzero. Si tratta di una malattia virale altamente contagiosa che colpisce numerose specie di uccelli. In base all’ordinanza sulle epizoozie (OFE), tutte le galline presenti nell’azienda dovranno essere abbattute. La malattia di Newcastle colpisce principalmente i gallinacei ma interessa anche oche, anatre, piccioni, uccelli ornamentali e selvatici. È considerata una zoonosi perché può contagiare, anche se raramente, gli esseri umani. Nella maggior parte dei casi si tratta di avicoltori. Un contagio può avere un decorso privo di sintomi ma anche ripercussioni gravi sulla salute degli animali infetti. Le infezioni nell’essere umano sono rare e riguardano solitamente avicoltori, personale di laboratorio e veterinari. Il contagio avviene per via aerea o attraverso la congiuntiva dopo il contatto diretto con pollame infetto, soprattutto polli. I sintomi sono congiuntivite monolaterale o bilaterale e, spesso, gonfiore dei linfonodi preauricolari. Finora, non è chiaro se il virus è arrivato in Europa attraverso uccelli selvatici, mangimi o commercio di pollame. Chi dovesse rinvenire una carcassa è pregato di non toccarla e di rivolgersi alla polizia o a un guardiacaccia. In situazioni del genere, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” è comunque sempre utile che le autorità sanitarie a livello europeo e nazionale monitorino la situazione per evitare il diffondersi di contagi, che nel caso della Malattia di Newcastle nel gran parte dei casi non riguardano l’uomo ma possono causare ingenti danni alla filiera alimentare.

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