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Via dagli scaffali le fette di tonno Pinne Gialle (sottovuoto) – surgelate per istamina oltre i limiti. Ministero della Salute: ecco il lotto richiamato

14 Luglio 2018 da dagata

Via dagli scaffali le fette di tonno Pinne Gialle (sottovuoto) – surgelate per istamina oltre i limiti. Ministero della Salute: ecco il lotto richiamato

Avvisi di “allerta salute” diramati dal Ministero della Salute su lotto di prodotti alimentari ritirati dal mercato perché pericoloso per istamina oltre i livelli consentiti. Con questa motivazione un lotto di fette di tonno Pinne Gialle (sottovuoto) – surgelate stanno per essere ritirati dagli scaffali dei supermercati perché considerati potenzialmente pericolosi per la nostra salute. Nello specifico si tratta del tonno con marchio NORDIC SEAFOOD A/S – MELEGA & PRINI srl ma prodotto dall’azienda Central Western Pacific – Indonesia. Il lotto oggetto di richiamo è BMI 18/02 – Item No 2451410 contenuto sottovuoto surgelato 175-225 g. Secondo quanto riferito dal Ministero, il richiamo è stato reso necessario dalla “presenza di un tasso di istamina superiore ai limiti consentiti dalla legge” (3035 ppm). Per questo è stato disposto il ritiro in autocontrollo a scopo precauzionale dalla stessa azienda MELEGA & PRINI srl, Via Macello 29, Bolzano (CE IT 1346) che lo ha commercializzato presso gli unici 2 clienti all’ingrosso e per la quota venduta al dettaglio, ha apposto due cartelli nel punto vendita. Trattasi di confezioni sottovuoto, ciascuna di 2-3 fette. La sindrome sgombroide è una patologia simil-allergica risultante dall’ingestione di pesce alterato. È il secondo tipo più frequente di intossicazione da prodotti ittici, seconda solo alla ciguatera. Spesso tuttavia non viene rilevata perché assomiglia e confusa con l’allergia alimentare. Viene riportata con la massima frequenza relativamente a specie ittiche a carne rossa, appartenenti alle famiglie Scombridae (come il tonno, tonno pinna gialla, tonnetto striato (chiamato anche bonito), sgombro, lampuga, Clupeidae (sardine, aringhe, cheppie) ed acciughe e specie ittiche imparentate con queste, refrigerate o conservate in modo non adeguato dopo la pesca.La sindrome sgombroide può derivare dall’inappropriato trattamento del pesce durante l’immagazzinamento o la lavorazione; quando per l’innesco di processi di degradazione si producono quantità importanti di istamina. L’istamina è una delle sostanze tossiche implicate nell’intossicazione sgombroide. Nel tessuto di pesci in decomposizione sono state trovate altre sostanze chimiche, ma la loro associazione con la sindrome sgombroide non è stata stabilita chiaramente. Le manifestazioni cliniche dell’ intossicazione riguardano l’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea) il sistema nervoso centrale (vertigini, cefalea), la cute (rush) ; raramente si osservano disturbi respiratori e ipotensione. L’inizio della sintomatologia è rapido (20-30 minuti dall’assunzione dell’alimento) e i disturbi, abitualmente di lieve entità, si risolvono generalmente in breve tempo; solitamente durano meno 24 ore. La sindrome, sebbene frequente, viene spesso diagnosticata come reazione allergica alimentare. Pertanto Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita chiunque avesse acquistato questi prodotti a non consumarli e a consegnarli al rivenditore o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale.

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