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Il serpente più lungo d’Europa sulla spiaggia adriatica spunta dalle onde e avanza in direzione della spiaggia terrorizzando i bagnanti.

16 Luglio 2019 da dagata

Il serpente più lungo d’Europa sulla spiaggia adriatica spunta dalle onde e avanza in direzione della spiaggia terrorizzando i bagnanti. Un turista ungherese ha notato qualcosa di insolito nell’acqua al largo della costa della Croazia. Quando ha capito che si trattava di un serpente, ha tirato fuori il suo cellulare e lo ha filmato.

Dopo i molteplici avvistamenti di squali in Croazia, un nuovo video è apparso sui social media. È stato girato nello stesso posto in cui è stato individuato il predatore. Questa volta, tuttavia, è un animale diverso. Un turista ungherese stava visitando Sibenik quando ha notato muoversi qualcosa nell’acqua. Si è accorto che si trattava di un serpente e immediatamente lo ha ripreso con la fotocamera del suo cellulare. Il video mostra come l’animale attraversa il mare e alla fine cerca di salire su un catamarano. La curiosa e inusuale notizia si è diffusa rapidamente sui social network. Soprattutto quando è diventato evidente che l’esemplare è un serpente a quattro strisce, il più grande serpente d’Europa. Anche se un’immagine inquietante soprattutto per chi teme i rettili, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di un serpente “Cervone”. Il serpente cervone o E. Quatuorlineata è il rettile più lungo d’Europa, in grado di raggiungere dimensioni massime di circa 2,40 metri ed è un tipo particolarmente “timido” e completamente “innocuo.” Nello specifico il serpente “Cervone”, noto anche con il nome di Elaphe quatuorlineata è presente in prevalenza nel centro e Italia meridionale, nell’Asia orientale e nelle regioni bagnate dal mar adriatico a est. Si tratta di un rettile che può trovarsi fino a mille metri di quota; predilige un ambiente caldo e umido, con temperature comprese tra i 24 e i 32 °C, condizione climatica tipica della macchia mediterranea. Solitamente esso si trova in edifici abbandonati, zone sassose, muri a secco e nei boschi. Sul serpente “Cervone” la leggenda narra che il rettile fosse attratto dall’odore del latte, per cui era solito attaccarsi alle mammelle di capre, mucche, e che riuscisse a provocare il vomito nei lattanti in modo tale da bere il latte rigurgitato. Da qualche anno è una specie protetta giacché in via di estinzione. La sua pelle è marrone chiaro con quattro linee nere distinte, dalle quali, deriva proprio il nome scientifico quatuorlineata. Si tratta di una specie di rettile diurno, il quale, durante la stagione invernale preferisce stare in gallerie abbandonate in precedenza dai roditori. Durante i mesi freddi vive indistintamente in tutta solitudine o accompagnato da saettoni, meglio noti con il nome di Colubro di Esculapio. La sua alimentazione è caratterizzata da mammiferi di piccola taglia come conigli, toporagni, scoiattoli, donnole, arvicole e topo. Questi vengono soffocati dai muscoli situati nel corpo. Oltre a questi, possibili prede possono essere: uccelli con dimensioni massime dei piccioni, uova e talvolta qualche lucertola. In Italia vive generalmente nell’altopiano silano anche se in alcuni casi è possibile incontrarlo tra le campagne del Tirreno cosentino, come spiegano dal Centro Recupero Animali Selvatici di Rende. Gli esperti chiariscono che si tratta di una specie che non ama l’acqua quindi è difficile che si sia avvicinato al mare spontaneamente. Potrebbe essersi confuso nel tentativo di abbeverarsi, ma di solito i serpenti non si avvicinano alle acque salate. Le bisce predano nell’acqua nuotano, ma non il cervone che ha tutt’altra biologia. Non c’entra nulla con le case vicine o con i rifiuti abbandonati nei pressi dellle spiagge, anche se si fosse trovato in quelle prossimità non si sarebbe mai avvicinato alle acque del mare. Non è nella sua natura.

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