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«Si può animare un armadillo?» Il talk con il fumettista (e ora animatore) Zerocalcare

26 Settembre 2019 da RedazioneSB

mercoledì 2 ottobre – dalle 17.30 alle 19.30
Sala Conferenze dell’Università degli studi di Bergamo
Piazzale Sant’Agostino 2  

Non ama essere definito «un intellettuale», piuttosto «colui che parla ai pischelli». Anche se, dai millennials ai baby boomers, è un attimo. Sì perché Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, è uno dei pochi fumettisti italiani capaci di parlare a generazioni trasversali per età, vissuti, linguaggi e aspirazioni. Come ci riesce? Lo racconta – e si racconta! – mercoledì 2 ottobre a partire dalle ore 17.30 presso la Sala Conferenze della sede di Sant’Agostino dell’Università degli Studi di Bergamo in occasione del talk intitolato “Si può animare un armadillo?”, il primo dei “Waiting for BAD” in programma, ovvero gli eventi di avvicinamento a BAD, Bergamo Animation Days, la grande festa che dall’11 al 13 giugno 2020 contagerà la città di Bergamo con il vorticoso spirito creativo dell’animazione.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione dell’Università degli studi di Bergamo, sarà aperto da Francesca Pasquali, presidente dei corsi di Laurea in Scienze della comunicazione e Comunicazione, informazione, editoria, Barbara Grespi, docente di cinema, fotografia e televisione, e da Andrea Bozzetto, direttivo di BAD. L’ospite sarà introdotto da Matteo Stefanelli dell’Università degli studi di Bergamo.

Con Zerocalcare, in dialogo con Federico Vallarino, founder e direttore creativo dello studio Vallaround, faremo un viaggio nel mondo del nostro ospite speciale, con una fermata sul suo recente approdo nell’animazione e per scoprire i suoi progetti futuri. Così, Zerocalcare ci accompagnerà in un universo (quasi) parallelo, popolato di panda e armadilli, nati da un lavoro matto e fantasioso. Animali – reali e non – espressione dell’alter-ego di Zero / Michele, che a restare buono, in panchina, proprio non ci sta.

Scanzonato, ironico e a genuinamente cinico, Zerocalcare – il cui nome d’arte si ispira a uno spot Tv di un noto anti-calcare – ha iniziato la sua attività di fumettista alla fine delle scuole superiori, con un racconto a fumetti sul G8 di Genova del luglio 2001. Dieci anni dopo pubblica il suo primo albo a fumetti: “La profezia dell’armadillo”, prodotto dal disegnatore Makkox, che lo consacra al grande pubblico con ben 5 ristampe. Da allora, Zerocalcare procede dritto con il vento in poppa: il suo blog zerocalcare.it è seguito da migliaia di persone ogni giorno, fioccano le collaborazioni con i magazine, da XL di Repubblica a Liberazione, da Canemucco a Internazionale, passando per Smemoranda e L’Espresso, i suoi libri vendono quasi 700.000 copie e diventa punto di riferimento di un settore che in Italia inizia a essere sempre più seguito.

Con i suoi fumetti prende posizione, critica, si schiera, espone verità anche scomode. Ha fatto storia in questo senso “Kobane Calling”: il reportage a fumetti scritto e disegnato per Internazionale incentrato sul conflitto tra curdi e Stato Islamico in corso lungo il confine turco-siriano. Esaurito in pochissimo tempo in tutte le edicole italiane. Perchè il mondo di Zerocalcare è biografia e contaminazione, è creatività e passione, di quelle passioni che annullano anche gli istinti primordiali, come la fame e la sete, tanto che l’autore assicura di poter passare anche 13 o 14 ore davanti ai suoi disegni, ricordandosi di mangiare solo a notte fonda: rigorosamente dei plumcake, cibo topico con cui è cresciuto, alternandolo a “scorpacciate” di Dragonball, Topolino, Uomo-ragno. Oggi, invece, quando non si tuffa nei noir, sceglie pasti a base di graphic novel e fumetti seriali, specie se americani.

E il futuro? Il futuro è animato, completamente inedito e originale con, c’è da scommettere, una vena anti-conformista che sarà capace di sorprendere, conquistare – e “scardinare” – anche gli spiriti più “quadrati”. Per saperne di più, appuntamento al 2 ottobre. E dopo una chiacchierata one to one “dal fumetto all’animazione”, tutti in fila per farsi autografare le postcards dedicate all’evento.

Appuntamento con la partecipazione degli studenti dei laboratori di comunicazione creativa dei corsi di studio del Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione. Ingresso gratuito, consigliata la prenotazione: www.bergamoanimationdays.com sezione programma/waiting for BAD.

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