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Madre morta mummificata con lettiera per gatti.

25 Settembre 2021 da dagata

Madre morta mummificata con lettiera per gatti. Per continuare a riscuotere la pensione e l’assegno di assistenza, un 66enne ha mummificato la madre defunta.

Tirolo. La storia della settimana sta scioccando tutto il mondo. La CNN ha riferito i dettagli avvenuti ad Hall, nel Tirolo,in Austria di una storia troppo macabra e folle di una famiglia immigrata tedesca. Un anno fa, una donna demente di 89 anni bisognosa di cure è morta per cause naturali. Invece di seppellirla con dignità e decenza, uno dei due figli che viveva con la madre nella loro casa, ha avuto l’orribile idea di nascondere il corpo in cantina. Ha conservato la madre morta in una scatola con impacchi di ghiaccio e lettiera per gatti in modo che non ci fossero odori sgradevoli e in modo che il liquido rilasciato dal corpo in decomposizione venisse assorbito. In queste condizioni, la putrefazione è progredita fino alla mummificazione. Il figlio senza reddito che ha continuato a percepire la pensione della madre invalida, è stato in grado di mantenere la casa e vivere così bene che tanto da permettersi di mantenere un grosso SUV Mercedes davanti al garage. E ha ingannato tutti: anche suo fratello dalla Germania, che ha convinto nei suoi rari incontri che sua madre era in ospedale. Il fratello non ha voluto visitare sua madre perché presumeva che l’anziana malata di demenza non lo riconoscesse più. Tutta la raccapricciante vicenda, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stata poi smascherata dal nuovo postino che, a differenza del collega, ha insistito per vedere la donna prima di consegnare la lettera col denaro. Poiché ciò non era ovviamente possibile, il denaro è stato restituito all’ufficio pagamenti. Nel corso delle verifiche dell’ente pagatore è emerso che il 66enne aveva incassato illegalmente un totale di oltre 50.000 euro. L’autorità giudiziaria che ha aperto un fascicolo lo ha accusato di frode aggravata, occultamento e vilipendio di cadavere. La pena prevista per tale reato è la reclusione fino a 3 anni.

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