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Entra nel vivo “P-ART Una pietra sopra l’altra”

3 Febbraio 2022 da RedazioneSB

Diffondere consapevolezza e sensibilità riguardo i manufatti della tradizione rurale che sono riusciti ad attraversare i secoli, arrivando fino a noi: questo è l’obiettivo principale di P-ART Una pietra sopra l’altra. Si chiama così il progetto che ha come capofila il GAL Val Brembana 2020, che aspira ad attribuire rinnovata importanza alla tecnica della costruzione in pietra a secco e che vede la collaborazione dei GAL Valtellina Valle dei Sapori e GAL Quattro Parchi Lecco Brianza.

Il patrimonio materiale e immateriale riconosciuto dall’UNESCO nel 2018 e costituito da elementi architettonici realizzati in pietra a secco quali muri, tetti in piöde, baitelli e percorsi lastricati è un importante veicolo di storia e di tradizione che porta con sé, insieme ai segni del tempo, anche un massiccio carico simbolico.

Per questo, il progetto P-ART prevede l’istituzione di una vasta rosa di strumenti utili alla conservazione del patrimonio e la progettazione di percorsi di formazione sull’arte della costruzione in pietra a secco, con l’obiettivo di andare a creare figure professioniste capaci di rispondere alle sempre più elevate richieste di conservazione dei manufatti. Un percorso, quello della formazione reso possibile grazie al supporto e collaborazione di ITLA ITALIA APS, ente incaricato per la progettazione dei corsi formativi e per la realizzazione di manuali sulle tecniche costruttive locali. Un supporto quello di ITLA che permetterà il delinearsi di una precisa e corretta mappatura del territorio, nonché un’analisi sistemica dello stesso. Non mancherà l’allaccio diretto con il panorama europeo, tramite adesione a progetti internazionali nonché l’adozione delle linee guida per il mantenimento, recupero e rifunzionalizzazione dei beni definite dal quadro europeo.

“Il progetto P-ART punta a formare nuovi artigiani della pietra a secco, recuperando una maestranza il cui profondo significato rischia di andare perso con il passare del tempo e che necessita invece di nuova linfa vitale, spiega Lucia Morali, Presidente del GAL Valle Brembana 2020, ente capofila di P-ARTin modo da tramandarla alle generazioni future e recuperare, tutelare e rifunzionalizzare manufatti importantissimi per la tradizione locale, sia come patrimonio materiale che immateriale”.

Queste costruzioni sono parte integrante della nostra storia, oltre che fondamentali hub di connessione sia con il territorio locale, che nazionale e, addirittura, europeo. – afferma Luca Personeni, Vicepresidente del GAL Valle Brembana 2020La presenza di questi manufatti è disseminata tra le diverse regioni italiane, ma si manifesta in particolar modo nelle nostre Valli: ora più che mai, vista la frammentazione e l’inesorabile processo di distaccamento sociale portati dalla situazione sanitaria, è di innegabile importanza riuscire a stabilire un network di collaborazione, coordinazione e contaminazione territoriale. Il nostro territorio ha la reale possibilità di divenire il centro nevralgico della cultura della pietra”.

Un progetto quello di P-ART che oggi è alla fase iniziale di studio ma che nella prossima primavera entrerà nel vivo con la presentazione dei corsi di formazione e la definizione delle linee guida per la conservazione programmata dei manufatti, con lo scopo di garantire un allineamento sinergico in termini di interventi concreti alle strutture.

ENTI TERRITORIALI COINVOLTI

Oltre a GAL Valle Brembana 2020, GAL Quattro Parchi Lecco Brianza e GAL Valtellina Valle dei Sapori, sono coinvolti nel progetto P-ART diversi enti territoriali quali: Comunità montana Valle Brembana, Comunità Montana Valle Imagna, Cooperativa Giovani Orme, Centro Studi Valle Imagna, Parco Regionale del Monte Barro, Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, Fondazione ProVinea «Vita alla Vite di Valtellina» ONLUS.

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