Nuove Partite IVA in crescita: quasi 185mila aperture nel primo trimestre 2026
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Nuove Partite IVA in crescita: quasi 185mila aperture nel primo trimestre 2026, ma la scelta del regime fiscale resta il vero nodo per chi inizia
Il 56,3% dei nuovi lavoratori autonomi opta per il forfettario, confermato anche nel 2026 con soglia di ricavi a 85.000 euro. Consulenza Tasse: “La scelta del regime va fatta a monte, non dopo il primo errore in dichiarazione”
Roma, 10 settembre 2026 – Nel primo trimestre del 2026 sono state aperte in Italia 184.895 nuove partite IVA, secondo i dati dell’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze del MEF. Il numero segna un lieve calo (-2,2%) rispetto allo stesso periodo del 2025, ma conferma un dato strutturale: il lavoro autonomo continua a essere, per centinaia di migliaia di italiani, la strada scelta per avviare un’attività, cambiare settore o affiancare un secondo reddito.
Tra le nuove aperture, il regime forfettario si conferma la scelta più diffusa, adottato dal 56,3% dei nuovi titolari di partita IVA. Anche per il 2026 la Legge di Bilancio ha confermato i parametri principali del regime agevolato: soglia di ricavi o compensi fissata a 85.000 euro annui, aliquota d’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi anni di attività in presenza dei requisiti) e proroga della soglia di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente o pensione per chi vuole accedervi pur avendo un altro impiego.
“Il forfettario continua a essere la porta d’ingresso naturale per chi apre la partita IVA, ed è comprensibile: meno adempimenti, tassazione agevolata, niente IVA in fattura. Il problema è che molti lo scelgono per abitudine, senza verificare se sia davvero il regime più conveniente per la loro attività specifica,” spiega Marco Soster, alla guida di Consulenza Tasse. “Chi ha molti costi deducibili, chi lavora quasi esclusivamente con un unico cliente, o chi prevede di superare presto gli 85.000 euro si trova spesso a dover cambiare regime in corsa, perdendo tempo e a volte agevolazioni a cui avrebbe potuto accedere fin dall’inizio scegliendo diversamente.”
Tra gli errori più frequenti riscontrati da Consulenza Tasse nell’assistenza a nuovi liberi professionisti e piccole imprese figurano: l’apertura in regime forfettario senza verificare le cause di esclusione legate a partecipazioni societarie o rapporti di collaborazione preesistenti; la sottovalutazione del limite dei 20.000 euro di spese per lavoro dipendente e assimilato; e la mancata valutazione di forme alternative, come il regime ordinario o costituzione societaria, quando il volume d’affari o la struttura dei costi la rendono più conveniente nel medio periodo.
Per rispondere a questa esigenza, Consulenza Tasse ha strutturato un servizio dedicato a chi deve aprire una nuova partita IVA, pensato per chiarire fin dal primo giorno codice ATECO, regime fiscale più adatto e adempimenti da mettere in calendario, evitando le correzioni successive che comportano quasi sempre costi aggiuntivi. Il servizio è pensato sia per chi avvia una prima attività da libero professionista o artigiano, sia per chi valuta il passaggio da un regime all’altro dopo i primi mesi di lavoro.
L’assistenza è disponibile su tutto il territorio nazionale, in modalità completamente da remoto, tramite il sito consulenzatasse.com o contattando direttamente lo studio.
Consulenza Tasse Consulenza Tasse è un servizio di consulenza fiscale e amministrativa rivolto a professionisti, piccole imprese e società, con assistenza su apertura di partita IVA, scelta del regime fiscale, contabilità e bilanci, e gestione dei rapporti con l’Agenzia delle Entrate. Opera in tutta Italia con modalità di lavoro da remoto.
Contatti per la stampa Consulenza Tasse Email: info@consulenzatasse.com Tel: 06 5654 6097 Sito: https://www.consulenzatasse.com
Fonti dati: Dipartimento delle Finanze – MEF, Osservatorio sulle partite IVA, I trimestre 2026.
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