Il cardo mariano un alleato per proteggere dalla pelle ai capelli, fino all’apparato digerente e urinario
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Il cardo mariano un alleato per proteggere dalla pelle ai capelli, fino all’apparato digerente e urinario. Lo Sportello dei Diritti: “Molti lo considerano un’erbaccia, ma le proprietà medicinali di questa pianta sono piuttosto ampie”. La radice viene utilizzata anche come alimento
Direttamente dalla natura arrivano alcune risposte alla domanda di salute che spesso vengono confortate anche dagli studi della medicina. Esistono, infatti, piante che utilizzate nelle cucine o nelle tradizioni mediche di alcuni paesi anche da migliaia di anni, possono apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello della ricerca scientifica. Questa volta, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, vuol parlare dei benefici ed usi di una pianta, sebbene molti lo considerino una comune erba infestante, il cardo mariano (Arctium Lappa), una delle piante più conosciute in erboristeria. Viene utilizzato da secoli per trattare diversi problemi di salute e oggi si trova in tisane, tinture, gocce, capsule, compresse e numerosi prodotti cosmetici. La parte più pregiata è la radice, sebbene anche le foglie e i frutti, o semi, siano utilizzati a scopo medicinale. Il cardo mariano è interessante per la sua ricca composizione. Contiene inulina, una fibra vegetale che agisce come prebiotico e nutre i batteri benefici nell’intestino, oltre a polifenoli, flavonoidi e lignani. Tra i composti più noti vi sono l’arctiina e l’arctigenina, attualmente oggetto di studio per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Sebbene molti la eliminino dai loro giardini considerandola un’erbaccia, la bardana può anche essere coltivata in modo pianificato, soprattutto se si desidera averne a disposizione le radici. Si propaga per seme, seminando direttamente all’aperto, preferibilmente in primavera, da marzo a maggio. Dopo la germinazione, le giovani piantine vanno diradate per dare loro spazio sufficiente per crescere. Sebbene molti la eliminino dai loro giardini considerandola un’erbaccia, la bardana può anche essere coltivata in modo pianificato, soprattutto se si desidera averne a disposizione le radici. Si propaga per seme, seminando direttamente all’aperto, preferibilmente in primavera, da marzo a maggio. Dopo la germinazione, le giovani piantine vanno diradate per dare loro spazio sufficiente per crescere. Predilige una posizione soleggiata o semiombreggiata e un terreno profondo, sciolto e fertile, privo di sassi o zone compattate. Questo è particolarmente importante perché sviluppa una robusta radice a fittone che può raggiungere i 30-60 centimetri di profondità, e in condizioni favorevoli anche di più. Nel primo anno sviluppa una grande rosetta di foglie e una radice carnosa, mentre nel secondo anno cresce uno stelo fiorale che può superare i due metri di altezza. Se la coltivate per le sue radici, è meglio dissotterrarla in autunno del primo anno, prima della fioritura, quando è ancora giovane e carnosa. Poiché cresce in profondità, dissotterrarla può essere un po’ difficile, quindi è consigliabile inumidire il terreno in anticipo e smuoverlo delicatamente con una forca da giardino per evitare di rompere le radici. La bardana non richiede cure particolari, ma bisogna tenere presente che si propaga facilmente tramite semi. Pertanto, è consigliabile rimuovere i capolini prima che maturino, se non si desidera che si risemini spontaneamente in giardino. Uno degli usi più noti della bardana è nella cura della pelle. Viene utilizzata per diversi problemi cutanei, come acne, eczema, psoriasi, seborrea, brufoli e foruncoli. È particolarmente apprezzata nella cura della pelle grassa e problematica, motivo per cui viene spesso aggiunta a prodotti cosmetici per la pulizia e la cura del viso. Grazie ai suoi composti vegetali, a cui vengono attribuite proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, la bardana viene utilizzata anche per la cura della pelle irritata. Si trova in creme, unguenti, lozioni e tonici, ed è spesso combinata con calendula, ortica e altre piante utilizzate nella cosmesi naturale. La bardana è nota anche come ingrediente di numerosi prodotti per la cura dei capelli. L’olio di bardana, ovvero il macerato oleoso delle sue radici, è particolarmente apprezzato e viene utilizzato per la cura del cuoio capelluto e dei capelli. Si trova in shampoo, tonici, maschere e vari oli. È associato alla cura del cuoio capelluto grasso, della forfora e delle irritazioni, ed è utilizzato anche in caso di forte caduta dei capelli. Per questo motivo, è un ingrediente comune nei cosmetici naturali destinati alla cura e al rinforzo dei capelli. Oltre all’uso esterno, la bardana viene utilizzata anche per favorire la digestione. La sua radice contiene inulina, una fibra che contribuisce al mantenimento del microbiota intestinale. Per questo motivo è interessante anche come ingrediente in preparati destinati a migliorare la digestione e la funzionalità intestinale. Il cardo mariano viene utilizzato per stimolare l’appetito, favorire la digestione e aumentare la diuresi. È inoltre associato all’eliminazione dei liquidi in eccesso dall’organismo, motivo per cui viene impiegato nel trattamento della ritenzione idrica. Viene spesso descritto come una pianta che aiuta a purificare il sangue e il corpo, stimolando i processi naturali di eliminazione delle scorie. Le sue proprietà sono oggetto di ricerca anche nel contesto dei processi infiammatori, della regolazione della glicemia e della protezione del fegato. In diverse tradizioni popolari, è stato utilizzato anche per disturbi reumatici, gonfiori, raffreddori e mal di gola. Il cardo mariano è oggi disponibile in molte forme. La più diffusa è la tisana preparata con la radice essiccata, ma è reperibile anche sotto forma di tintura, estratto liquido, gocce, capsule, compresse e polvere. Alcuni prodotti contengono solo cardo mariano, mentre altri lo combinano con diverse erbe medicinali. A seconda del metodo di preparazione, la bardana può essere utilizzata per applicazione esterna o come integratore alimentare. È interessante notare che la bardana non è solo una pianta medicinale, ma anche un alimento commestibile. In Giappone è conosciuta come gobo e la sua radice viene utilizzata nella preparazione di zuppe, stufati e altri piatti. È apprezzata per il suo caratteristico sapore terroso e per il suo contenuto di fibre alimentari. La bardana è molto più di una semplice pianta che notiamo solo quando i suoi uncini si impigliano nei vestiti. Il suo ampio utilizzo nella cura della pelle e dei capelli, così come in preparati destinati all’apparato digerente e urinario, dimostra perché sia considerata una preziosa pianta medicinale da secoli. Ancora oggi, occupa un posto importante nella fitoterapia e nella cosmesi naturale.
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