Mercato dei metalli, ecco la tempesta perfetta sull’alluminio
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Era dalla primavera del 2022 che non si assisteva ad una simile turbolenza sul mercato dei metalli industriali. La guerra nel Golfo sta provocando conseguenze enormi, che si riflettono sui prezzi e sulle prospettive delle materie prime.
Cosa sta succedendo sul mercato dei metalli
Partiamo dagli ultimi dati. I contratti futures sull’alluminio al London Metal Exchange (LMF) hanno infranto la barriera dei 3.560 dollari per tonnellata (fonte quotazioni Pocket Option). Gran parte di questo impulso rialzista si lega a fattori geopolitici.
L’annuncio del presidente Trump di voler imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz ha creato un enorme nervosismo tra gli operatori. In generale vale per ogni asset sul mercato dei metalli, ma in particolare è l’alluminio ad aver subito un fortissimo shock dell’offerta. E adesso vediamo perché…
I fattori di shock per l’alluminio
Quando c’è un impennata del prezzo dell’energia, le conseguenze sono una maggiore inflazione e una frenata dell’attività economica. Ciò comporta un calo della domanda sul mercato dei metalli industriali. La situazione dell’alluminio invece sta viaggiando nella direzione opposta, dal momento che il Golfo è diventato nel tempo una zona estremamente importante per la produzione di alluminio primario.
Esiste infatti un Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) che raggruppa produttori che sono responsabili di circa il 9% dell’intero output globale. Parliamo cioè di più di 6 milioni di tonnellate di alluminio all’anno. Questi numeri spiegano perché l’ipotesi di un blocco nel Golfo rappresenti un enorme shock per il mercato dei metalli a base alluminio, per il timore di un enorme deficit di offerta.
Va aggiunto che un altro colpo violento è stato liberato dagli attacchi iraniani sugli smelter (ossia gli impianti di fusione) nel Golfo. Attacchi che hanno costretto il Colosso emiratino EGA ad interrompere le operazioni nell’impianto di Al Taweelah, facendo subito uscire il prezzo fuori dal Keltner channel della volatilità.
Dove può spingersi il prezzo
Uno scenario del genere sul mercato dei metalli comporta che le previsioni sul prezzo dell’alluminio discendano inevitabilmente dalla prosecuzione del conflitto. Più la guerra andrà avanti più la situazione si farà tesa, anche perché l’alluminio è sostanzialmente insostituibile nel breve periodo. La prospettiva di una corsa oltre i 4000 dollari è quindi molto concreta.
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