Ottanta film smontati e rimontati in nove minuti: arriva GIOVEDÌ, il corto su un doppio amore
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Oltre ottanta film italiani degli anni Settanta ridotti a un cortometraggio found footage di nove minuti sull’eroina. La voce narrante è di Pino Calabrese.
Negli anni Settanta l’eroina arriva in Italia e comincia a uccidere. Il cinema di quel decennio riprende i cortei, le fabbriche, le questure, i funerali di Stato. Dei ragazzi che muoiono in casa, uno alla volta, non resta quasi niente. GIOVEDÌ, il nuovo cortometraggio di Manfredi M. Destro, nasce da questo vuoto. Prende le pellicole che quella storia non l’hanno raccontata e le costringe a raccontarla.
Un cortometraggio found footage costruito con ottanta pellicole
Il materiale usato non sono le sequenze celebri del cinema italiano. È il tessuto connettivo che nessuno ricorda di aver visto, i raccordi, i carrelli d’ambiente, i piani di passaggio, tutto quello che serviva solo ad arrivare alla scena dopo. Materiale girato in 35mm, in 16mm e in Super 8, tagliato dentro un unico formato 2.35:1 che gli toglie i bordi e con i bordi la provenienza. A quel punto quei fotogrammi smettono di appartenere ai film da cui vengono e diventano il ricordo di un uomo.
«Nessuno ha filmato le persone che morivano in casa», dice Destro. «Ho costruito quel film con gli scarti di tutti gli altri.»
Una storia d’amore e di eroina nell’Italia degli anni Settanta
GIOVEDÌ è la storia di un uomo che amava una donna e di una donna che amava l’eroina. Lei si vede per tutti i nove minuti. Lui non compare in nessuna inquadratura e resta soltanto una voce. L’ultima battuta del film è una domanda sul giorno della settimana in cui lei è morta, e la risposta riordina all’indietro tutto quello che si è visto.
A leggere il monologo è Pino Calabrese, attore che da anni porta in scena il teatro civile sugli anni di piombo italiani, da L’ombra di Aldo Moro a Tortora, una storia semplice.
Scheda del cortometraggio found footage GIOVEDÌ
GIOVEDÌ è il sesto cortometraggio di Manfredi M. Destro (Roma, 2001), che lo ha scritto, montato e diretto, dopo Lamenti Siderali (2025). Italia, 2026, 9 minuti, formato 2.35:1, interamente costruito su found footage e materiale d’archivio.
Filmografia, materiali stampa e contatti: www.manfredidestro.com
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