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Occhio al minieolico. Offerte a go go in rete e non solo. Ma le promesse di rendimento non sono sempre rispettate

29 Luglio 2017 da dagata

Occhio al minieolico. Offerte a go go in rete e non solo. Ma le promesse di rendimento non sono sempre rispettate. Prima di installarli, farsi consigliare da esperti indipendenti rispetto alle fantomatiche promozioni può evitare perdite economiche e truffe. E se avete già montato una turbina eolica sul vostro tetto o nelle vostre proprietà, fate controllare l’effettiva produzione di energia elettrica. Se inferiore a quella promessa, si può fare causa
Spuntano in rete come funghi le proposte di installazione di impianti minieolici che promettono rendimenti altissimi con una spesa d’installazione tutto sommato allettante ed il recupero degli importi investiti in tempi più o meno brevi. Sono tante le pubblicità su internet di pale eoliche da 3kWp o poco più, ipoteticamente adatte per impianti residenziali, da montare sui tetti, che a detta degli esperti sarebbero, tuttavia, assolutamente inadeguate rispetto alla potenza promessa e ampiamente pubblicizzata. A segnalare questo problema che potrebbe costituire un vero e proprio fenomeno diffuso di frode in commercio, è l’ingegner Francesco Veronese, che a seguito di studi approfonditi anche con la collaborazione di altri esperti, ha evidenziato la pressoché certa infondatezza di molte di queste proposte commerciali. In una relazione che pubblichiamo in allegato sul sito dello “Sportello dei Diritti”, si evidenzia in maniera scientifica, infatti, come un generatore da 3kWp su una pala con 2 metri di diametro come tante che vengono vendute in rete, è troppo per il carico meccanico. Sono le formule meccaniche di Betz a smentire l’offerta e ad evidenziare che pale di questo tipo non si muovono per il troppo carico, ed 1kWp di produzione sarebbe l’indicazione corretta. L’ingegner Veronese, quindi, non ha inteso mollare la presa e ha più volte tentato di contattare le imprese in questione, facendo notare queste problematiche anche sulle pagine dei social di queste imprese, come Facebook, ma ha ricevuto in cambio il profilo “bloccato” dalle stesse. E ciò la dice lunga sull’effettiva valenza di tali proposte commerciali. Non va dimenticato, infatti, che proprio di recente una sentenza del Tribunale di Lecce e, nello specifico, dal giudice onorario Alessandro De Lorenzi, ha preso in esame un caso del genere a seguito della citazione in giudizio di una nota azienda casaranese specializzata nel settore, da parte di un cittadino del comune di Ugento, che sulla terrazza della sua abitazione aveva fatto installare un impianto minieolico. E la decisione è stata emblematica: il consumatore ha ottenuto la risoluzione del contratto e la condanna della società alla restituzione della somma pagata per l’installazione dell’impianto (poco meno di 14mila euro). Motivo della decisione: il consulente tecnico del tribunale, monitorando la miniturbina, ha accertato che non produceva energia elettrica. A fondare la motivazione che ha portato ad una sentenza del genere è stata l’articolata relazione redatta dall’ingegnere incaricato dal giudice di verificare il corretto funzionamento dell’impianto. Consulenza dalla quale sarebbero emersi «difetti di costruzione ed assemblaggio» della macchina. Il tecnico ha rilevato che «la produzione di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico, per come è stato realizzato il collegamento nel quadro di interfaccia, viene erroneamente contabilizzata da entrambi i contatori»: insomma, a causa di un errato cablaggio, il contatore dell’impianto eolico contabilizzava l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico già esistente, senza in realtà produrne di propria. Ma le anomalie riscontrate dal tecnico e riprese dal giudice sono anche altre: si va dal «mancato completamento del collegamento con la rete elettrica dell’inverter» alla «dispersione elettrica verso terra degli avvolgimenti», dal «cablaggio del quadro elettrico eseguito senza il rispetto delle norme Cei» all’«errato posizionamento della macchina», per arrivare al mancato avvio dell’impianto alla velocità dichiarata. «Messo in esercizio dal ctu dal 27 luglio al 30 agosto del 2016 – ha rilevato lapidariamente il giudice – “il suddetto impianto non ha prodotto energia”». Alla luce di tali considerazioni e di questa prima decisione in materia, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rileva come il problema sia stato sinora alquanto sottovalutato se sono dilagate online offerte di questo tipo senza che nessuno abbia messo un freno. Il consiglio di prestare la massima attenzione quando si decide di investire nelle energie rinnovabili è quindi d’obbligo. Farsi consigliare da esperti indipendenti rispetto alle fantomatiche promozioni, infatti, può evitare i rischi e truffe prima di installarli. E se avete già montato una turbina eolica sul vostro tetto o nelle vostre proprietà, fate controllare l’effettiva produzione di energia elettrica. Se inferiore a quella promessa, si può fare causa e richiedere la restituzione del prezzo, oltre al risarcimento dei danni subiti.

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