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Risparmio, la Consob evidenzia: tendenza in crescita a scapito degli investimenti

11 Dicembre 2020 da helly

Gli italiani continuano a confermarsi amanti del risparmio. Lo dimostra una tendenza sempre più in crescita: preferiscono tenere il denaro sotto il materasso anziché provare a farlo crescere investendo. E’ questo il quadro che ha tratteggiato l’ultimo report della Consob, l’autorità italiana che vigila sui mercati finanziari.

Il Covid e l’effetto sul risparmio

conosb risparmioLa pandemia ha acuito la tipica attitudine degli italiani. Preferiscono avere denaro liquido e subito disponibile, perché le emergenze della vita possono arrivare tra capo e collo all’improvviso. Come la crisi da Covid, appunto. Di fronte alla recessione causata dalla pandemia, gli italiani hanno reagito riducendo i consumi e aumentando il risparmio precauzionale. Quest’anno dovrebbe crescere del 6%.

Il rinnovato interesse per la liquidità va a tutto svantaggio delle diverse forme di impiego. Principalmente gli investimenti in azioni e titoli di Stato, che sono gli asset preferiti dagli italiani. Ma anche obbligazioni e quote di fondi comuni. Dopo la liquidità, le soluzioni preferite dagli italiani sono fondi comuni d’investimento e titoli di Stato.

Paura del futuro

Gli italiani risparmiano di più e investono di meno soprattutto perché hanno paura del proprio futuro. Lo dicono 2 persone su 3 (tra i 3.274 individui intervistati da Consob). La stessa percentuale ritiene inoltre di non poter sostenere spese improvvise e inattese. Addirittura un imprevisto da 1000 euro viene giudicato insostenibile da molti individui. Di fronte a questo stato d’animo non stupisce allora che gli italiani continuino a scegliere il risparmio rispetto all’investimento, anche perché molti non si fidano degli investimenti su internet in autonomia, non sanno come fare trading online sicuro e temono le truffe.

Conoscenza finanziaria scarsa

Rimane poi un altro aspetto che non è piacevole. Il basso livello di conoscenza finanziaria. Coloro che sanno rispondere correttamente a quesiti finanziari di base sono tra il 38% (concetto di diversificazione) e il 60% (rapporto rischio-rendimento). Quando si passa a concetti leggermente più complessi, come le principali figure di candele giapponesi, c’è lo zero quasi assoluto. Forse anche per questo motivo il ricorso alla consulenza è sempre maggiore, e giunge al 41% del campione (contro il 30% dello scorso anno). Tuttavia, molti di quelli che vorrebbero investire, preferiscono non ricorrere a figure esperte perché ritengono di avere capitali così esigui che non ha senso pagare un professionista.

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