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Comunicare meno per raccontare meglio: la designer controcorrente che ha scelto di comunicare il food dal silenzio della campagna

10 Luglio 2026 da Borderline Agency

Una quotidianità fatta di campi, biciclette e attenzione: la storia di Erica Borghi e della sua slow communication nell’epoca dell’iperconnessione. Per creare rumore sui social occorre imparare ad ascoltare il silenzio.

 

C’è una professionista della comunicazione che lavora ogni giorno con social media, branding, contenuti, identità aziendale e visual design, ma che da quasi dieci anni non possiede una televisione, spegne spesso il telefono e ha scelto di vivere e lavorare nella campagna bolognese per proteggere una risorsa sempre più rara: l’attenzione. Si chiama Erica Borghi, è nata a Bologna nel 1988, vive a Minerbio ed è fondatrice di Borghi Design, studio di comunicazione visiva, branding e direzione creativa che negli anni ha seguito oltre cinquanta attività del settore food tra Bologna e Ferrara, collaborando con alcuni dei nomi più significativi della ristorazione, della pasticceria e dell’ospitalità emiliana.

Una storia professionale costruita all’incrocio tra arte, scrittura e comunicazione visiva. Dopo il Liceo Artistico e le prime esperienze nel mondo della grafica e della comunicazione per il settore alimentare, Borghi ha sviluppato un percorso che l’ha portata a lavorare per aziende, istituzioni e attività del territorio, occupandosi di identità visiva, storytelling, branding, visual design e direzione creativa. Tra le collaborazioni figurano realtà come Gino Fabbri, Mimì Bologna, Maurizio Busi della Pasticceria Paola, Principe Bologna, Zucchini, Pasticceria Linda, Lost Road, L’Arte della Pasta, Gratifico, Amali e numerose altre attività che hanno contribuito a definire il panorama gastronomico contemporaneo dell’Emilia-Romagna. A queste si affiancano esperienze nel settore istituzionale e culturale, come la direzione artistica per Banca AGCI (oggi Banca Cambiano) e le campagne di comunicazione per la stagione teatrale di Palazzo Minerva a Minerbio.

Ciò che rende oggi particolarmente interessante il suo percorso è il modo in cui interpreta il concetto stesso di comunicazione. In un momento storico in cui il settore sembra orientato verso una produzione continua di contenuti, una presenza costante online e una ricerca permanente della visibilità, Borghi rivendica un approccio differente. Utilizza gli strumenti digitali, ma rifiuta il principio del “martellamento”. Lavora con le immagini e con i social, ma non crede che la quantità possa sostituire la qualità delle relazioni, comunicando il food dal silenzio della campagna bolognese.

Le aziende sono fatte di persone”, è una convinzione che attraversa il suo lavoro. Prima di progettare contenuti, immagini o strategie, cerca il contatto diretto, l’ascolto e la comprensione delle storie che si trovano dietro ogni attività. Una filosofia che trova riscontro anche nelle sue scelte personali. Oggi organizza il proprio lavoro in una dimensione più raccolta e vicina alla natura. Corre, si sposta spesso in bicicletta, scrive, pianta alberi e prova a limitare le distrazioni digitali. Non come gesto nostalgico o ideologico, ma come ricerca di una maggiore presenza nel proprio lavoro e nella vita quotidiana.

Accanto all’attività professionale, continua infatti un percorso artistico che accompagna la sua storia fin dall’adolescenza. Pittrice e scrittrice, ha partecipato negli anni a mostre, workshop e progetti formativi con figure di riferimento del panorama creativo italiano. Erica Borghi rappresenta oggi una figura professionale difficilmente classificabile secondo le etichette tradizionali del settore. Designer, art director, storyteller e autrice, lavora per costruire identità riconoscibili e durature in un contesto in cui tutto sembra diventare rapidamente intercambiabile. Una posizione controcorrente che intercetta uno dei temi più attuali del nostro tempo: come continuare a comunicare efficacemente senza rinunciare all’attenzione, alla profondità e all’autenticità. Perché forse la vera innovazione, oggi, non è parlare di più. È riuscire a dire qualcosa che valga ancora la pena ascoltare.

 

https://borghi.design/

Erica Borghi è designer della comunicazione, art director e founder di Borghi Design. Nata a Bologna nel 1988, vive a Minerbio, nella campagna bolognese. Da oltre quindici anni si occupa di identità visiva, branding, comunicazione e storytelling per aziende, attività del settore food, realtà culturali e istituzioni. Nel suo portfolio figurano oltre 50 clienti tra Bologna, Ferrara e Milano. Socia AIAP (Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva) e ANSMM (Associazione Nazionale Social Media Manager), affianca all’attività professionale una ricerca personale tra arte, illustrazione e scrittura. Attraverso Borghi Design sviluppa progetti che uniscono strategia, contenuto e identità, con un approccio orientato all’autenticità, alle relazioni e alla valorizzazione delle persone dietro ogni brand.

www.borderlineagency.com

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