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Nell’agenda digitale UE un mercato unico delle telecomunicazioni

15 Giugno 2013 da dagata

Nell’agenda digitale UE un mercato unico delle telecomunicazioni. Quest’anno ci sono stati grandi progressi ma anche limitazioni. La diffusione della banda larga il problema principale

 

L’era digitale viaggia a velocità elevate, ma la rete conosce limitazioni dovute al digital divide e ad una lenta diffusione della banda larga che è un problema che riguarda non solo l’Italia ma l’intera area UE eccettuati alcuni rari esempi di Paesi che hanno deciso d’investire importanti percentuali del proprio P.I.L. nel settore.

Non è solo il Belpaese a rallentare lo sviluppo digitale, quindi, ma secondo la valutazione dell’Agenda digitale pubblicata dalla Commissione Europea, i cittadini europei dispongono ormai di reti e servizi digitali di base, ma i problemi esistenti nel settore europeo delle telecomunicazioni e sui mercati del digitale impediscono loro di beneficiare pienamente dei principali vantaggi della rivoluzione digitale in atto.

Nel corso dell’anno la Commissione adotterà proposte di provvedimenti concreti rispondendo all’invito del Consiglio Europeo di creare un mercato unico delle telecomunicazioni per risolvere i problemi nuovamente confermati dai dati odierni. Neelie Kroes, Commissario per l’Agenda digitale, ha dichiarato: «Mi rallegro che oggi internet sia disponibile praticamente in tutta l’UE nella sua configurazione di base, ma non possiamo permetterci di restare indietro. Dai dati messi emerge con chiarezza che il problema principale di quest’anno è stata la mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci e che ancora non esiste un vero mercato unico delle telecomunicazioni. Il problema è chiaro e altrettanto chiara sarà la nostra risposta, che presenta un pacchetto di misure per il mercato unico delle telecomunicazioni».

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sulla scia delle ricette lanciate da autorevoli economisti, un modo per uscire dalla crisi potrebbe essere quello di investire in banda larga. Ci auguriamo, quindi, che il governo compia sforzi importanti in tal senso per essere da esempio e magari da traino per tutta l’area UE.

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