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Reichlin, “alla crescita serve un patto europeo sugli investimenti”

1 Ottobre 2016 da Eikon

La nota economista interviene sul tema della ripresa in occasione del convegno dedicato alla presentazione del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo Hera, quest’anno dedicato a resilienza e innovazione. Importante il contributo della multiutility allo sviluppo delle smart city, con sette città servite fra le prime 30 in Italia per livello di innovazione.

“Inutile negoziare la flessibilità delle regole di bilancio: occorre favorire la liquidità del capitale delle famiglie italiane e, a livello europeo, serve un patto per gli investimenti”. A dichiararlo è Lucrezia Reichlin, intervenuta oggi al convegno “Resilienza e innovazione: una strategia per imprese e territorio”, organizzato dal Gruppo Hera per illustrare il proprio Bilancio di Sostenibilità. La nota economista italiana, docente alla Business London School, ha voluto affrontare il tema della debole ripresa dell’area euro, evidenziando gli storici ritardi italiani su innovazione, efficienza e investimenti, che ostacolano la creazione di condizioni favorevoli a uno sviluppo sostenibile dell’economia.
Proprio la sostenibilità, del resto, è stata al centro dei lavori, che nel corso della mattinata hanno visto la partecipazione di importanti figure del panorama istituzionale, economico e accademico. Oltre ai vertici del Gruppo, hanno infatti preso la parola – tra gli altri – Angelo Rughetti (Sottosegretario al Ministero della Semplificazione e Pubblica Amministrazione), Valentina Orioli (Assessore all’Urbanistica e all’Ambiente del Comune di Bologna), Francesco Ubertini (Rettore dell’Università di Bologna), Gian Carlo Muzzarelli (Sindaco di Modena) e Riccardo Illy (Presidente Gruppo Illy).

Due le parole d’ordine al centro delle riflessioni – resilienza e innovazione – a partire dalle quali si è tentato di cogliere il contributo che una multiutility come Hera può dare al proprio sistema territoriale di riferimento e ai nuovi modelli di sviluppo, resi ancora più urgenti dallo scenario tratteggiato dalla professoressa Reichlin. Segnali positivi, in questo senso, arrivano proprio dal Bilancio di Sostenibilità del Gruppo, che nel solo 2015 ha trasferito ricchezza al territorio servito per 1,65 miliardi di euro, esercitando a favore delle economie locali una fondamentale funzione anticiclica, ancora più attuale alla luce del significativo rallentamento del PIL evidenziato dall’Istat nella nota mensile di Agosto. “Se guardiamo all’intera storia del Gruppo, dal 2002 ad oggi – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Hera, Stefano Venier – gli investimenti superano i 5 miliardi di euro: vuol dire che ogni cittadino servito ha ricevuto una importante dotazione strutturale nel territorio in cui vive”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il Presidente Tomaso Tommasi di Vignano ha ricordato anche l’impegno della multiutility nella promozione e nella tutela di importanti livelli occupazionali: “I dipendenti diretti del Gruppo sono più di 8.500 – ha precisato – e a questi bisogna aggiungere i lavoratori dell’indotto, che sono oltre 5.600”.
Al tempo stesso, Hera – definita da Reichlin come “un’esperienza di successo in un contesto di crisi” – continua a migliorare le proprie performance ambientali ed energetiche, anticipando importanti obiettivi europei al 2025 (sul riciclo degli imballaggi, già al 66%) e al 2030 (sulla riduzione del ricorso alla discarica, sceso all’8,6%), con la raccolta differenziata che sale al 55,4% e la produzione di energia elettrica che per oltre il 70% proviene ormai da fonti rinnovabili. Confermando la propria vocazione allo sviluppo del territorio, con oltre 127 milioni investiti nel 2015 nel solo settore idrico, il Gruppo si configura sempre più come un “portatore sano di resilienza”, capace di trasmettere la propria efficienza al sistema di cui fa parte.

Una buona notizia per tutti, dunque, ma soprattutto per le città servite dalla multiutility, sette delle quali si trovano fra le prime 30 in Italia per livello di innovazione. Lo rileva una ricerca condotta su 116 comuni capoluogo da EY e illustrata durante il convegno da Francois De Brabant, Senior Advisor di EY. Analizzando i punti di forza dei territori in cui opera il Gruppo Hera, lo studio ha evidenziato il contributo dei suoi servizi allo sviluppo delle smart city. Attraverso un censimento puntuale delle iniziative di innovazione, effettuato con la metodologia dello Smart City Index, sono così emersi gli ottimi piazzamenti di Bologna (1°), Modena (8°), Ravenna (10°), Padova (14°), Forlì (18°), Ferrara (19°) e Rimini (21°), cui si aggiungono i buoni risultati di Udine (31°), Trieste (46°) e Pesaro (50°). Il contributo di Hera incide principalmente attraverso la raccolta dei rifiuti e la gestione del ciclo idrico, ma effetti importanti si registrano anche rispetto al tema dell’efficienza energetica, dello smart building (con i sistemi di cogenerezione e teleriscaldamento) e delle energie rinnovabili, senza dimenticare i 1.250 km di fibra ottica di cui Hera dispone attraverso la società Acantho.

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